giovedì 24 marzo 2022

Il TAGteach

 Luca Canever, tradotto ed adattato da:

 Cabrera, "Assessing TAGteach Methodology to Improve Oral Reading (...)" (2020)



Il Tagger usato nel TAGteach
Il Tagger, usato nel TAGteach

Un intervento educativo innovativo è l'applicazione della tecnologia di “insegnamento audio assistito” o, abbreviato, dall’inglese: TAGteach. Il TAGteach utilizza uno stimolo acustico, solitamente sotto forma di tagger, per fornire un feedback immediato al verificarsi di un determinato comportamento. Il TAGteach è stato applicato al campo dello sport, del lavoro e dell'istruzione scolastica inclusi gli studenti con bisogni speciali.

La metodologia TAGteach utilizza diversi principi comportamentali e procedure basate sull'evidenza scientifica. Il suono del tagger (lo stimolo udibile) viene utilizzato per marcare o “taggare”, un'istanza corretta del comportamento target nel momento in cui avviene, fornendo in questo modo un feedback positivo allo studente. Positivo perché il tagger significa solo: “Sì!”.

Un'altra caratteristica distintiva di TAGteach è l'uso dei tag point sviluppati attraverso l'uso del protocollo "WOOF", che consiste nei seguenti quattro criteri: 1) cosa vuoi; 2) Una cosa per volta; 3) osservabile; e 4) cinque parole o meno (WOOF indica, in inglese, i quattro criteri). Pertanto, il tag point è il comportamento che viene evidenziato acusticamente quando si verifica.

Il TAGteach usa anche la “scomposizione" (break it down), in cui i comportamenti sono divisi in parti facilmente identificabili, eseguibili e rinforzabili; una procedura simile alla task analysis.

Infine, il TAGteach è stato oggetto di studi scientifici e viene applicato in numerosi campi con partecipanti a vari livelli di abilità, età ed interessi. In tutte queste situazioni il TAGteach ha dimostrato la sua adattabilità; ad esempio, il TAGteach è stato utilizzato con chirurghi altamente qualificati per affinare le loro competenze mediche.

Per saperne di più visita il nostro sito: www.tagteachitalia.com


giovedì 10 marzo 2022

COSTRUIRE FLUENZA

 

(tradotto ed adattato da: MILLER (1992), Do your students really know their math facts?

Quasi tutti gli studenti ed alunni che frequentano le nostre scuole di ogni ordine e grado, ricevono un riscontro per i loro sforzi in termini di percentuale di risposte corrette. Quanti problemi hai risolto; quanti errori hai fatto, ecc. ecc. Conta, soprattutto, essere accurati. Ma, l’accuratezza da sola è sufficiente per stabilire se uno studente ha imparato veramente, per esempio la matematica? Possiamo stabilire se è pronto ad apprendere nuove competenze, più complesse, in base solamente alla accuratezza delle sue risposte? È sufficiente basare la nostra valutazione solo sul fatto che lo studente ha soddisfatto lo standard scolastico di una precisione del 60% -70% (i classici 6 e 7)?

Tutto ciò che facciamo a casa, nella società o sul posto di lavoro deve essere eseguito ad una certa velocità ottimale oltre che accuratamente.
Il misurare solo l'accuratezza non racconta l'intera storia. Il livello di competenza di uno studente, o la fluenza di risposta, è una componente critica della padronanza di una abilità. Tutti gli studenti che mostrano lo stesso livello di precisione non sono ugualmente preparati. Mentre due studenti possono completare la stessa pagina di problemi di matematica con una precisione del 100%, quello che finisce in 2 minuti è più competente di quello che impiega 5 minuti.

LA FLUENZA COME MISURA DELL'APPRENDIMENTO DEGLI STUDENTI

La proposta alternativa alla valutazione dell’accuratezza è quella di utilizzare la fluenza come misura dei progressi degli studenti. Si tratta di prendere in considerazione, come elementi fondanti, l’accuratezza E la velocità delle risposte. Come unità di misura della fluenza utilizziamo il numero di risposte (corrette e non) al minuto.

Esistono alcuni importanti motivi per cui la misura della fluenza dovrebbe far parte della valutazione dei progressi dei nostri studenti.
 
In primo luogo, la fluenza fornisce un quadro più completo dell'apprendimento e delle prestazioni. Le misure di accuratezza forniscono informazioni solo sulla correttezza della prestazione, mentre analizzare anche la velocità di risposta permette di valutare la competenza. Più uno studente diventa "esperto" più velocemente e meglio saprà risolvere i problemi.

In secondo luogo, la fluenza è una misura più sensibile dei cambiamenti nelle prestazioni rispetto alla sola misura di accuratezza. Quando viene misurata solo la precisione, viene imposto un limite artificiale del 100% corretto, rendendo impossibile rilevare le differenze di prestazione da una misurazione all'altra, una volta che uno studente ha imparato ad eseguire con precisione. Se alla precisione aggiungiamo la velocità, non esistono limiti (se non quelli strettamente fisici) e si può migliorare praticamente per sempre.

La fluenza ha implicazioni funzionali critiche sia dentro che -soprattutto- fuori la scuola. Molte abilità e compiti, di matematica per esempio, ma lo stesso vale per molte altre competenze che si imparano a scuola, devono essere eseguiti rapidamente. La velocità di risposta richiesto è determinato dall'ambiente in cui viene eseguita l'abilità. Essere precisi non è sufficiente. Semplicemente non posso impiegare cinque minuti per contare il resto alla cassa del supermercato.

DUE FASI DELL'APPRENDIMENTO

Sebbene siano state proposte numerose teorie che descrivono le diverse fasi attraverso le quali uno studente progredisce mentre apprende e padroneggia una nuova abilità, due fasi fondamentali - la fase di acquisizione e la fase di pratica - sono comuni alla maggior parte di queste formulazioni teoriche.

Nella prima fase dell'apprendimento di una nuova abilità, la fase di acquisizione dell'apprendimento, l'obiettivo è che lo studente impari ad eseguire l'abilità. Le attività didattiche dovrebbero essere dirette all'obiettivo di insegnare allo studente a svolgere l'abilità in modo corretto e accurato. Il feedback durante la fase di acquisizione dovrebbe enfatizzare gli aspetti qualitativi della performance e dovrebbe essere dato dopo ogni tentativo dello studente. Questa è la fase che valuta la sola accuratezza, perchè, necessariamente, le prestazioni saranno lente.

Dopo la fase iniziale di acquisizione dell'apprendimento, quando uno studente ha imparato come eseguire correttamente l'abilità, arriva la fase pratica dell'apprendimento, in cui l'attenzione dovrebbe spostarsi sulla costruzione della fluenza. Sebbene non ci sia un limite stabilito che segnali la fine della fase di acquisizione e l'inizio della fase di pratica di apprendimento, possiamo dire che la transizione alla fase pratica dovrebbe iniziare quando le risposte corrette diventano molto più numerose degli errori. Il feedback nella fase di pratica dovrebbe enfatizzare gli aspetti quantitativi delle prestazioni, come il numero di problemi completati e la velocità delle prestazioni. Diventa possibile completare una serie di risposte prima della consegna del feedback, che non viene dato dopo ogni singola risposta. In effetti, il feedback che segue ogni risposta o tentativo, nella fase di pratica può diventare molto spesso uno ostacolo allo sforzo dello studente per aumentare la propria fluenza.

Per saperne di più sulla Fluenza e sui nostri programmi, visita il nostro sito: www.tagteachitalia.com


giovedì 24 febbraio 2022

Precision Teaching e la Standard Celeration Chart

 Tradotto ed adattato da: CHIESA (2000) - Precision teaching and fluency training: Making maths easier for pupils and teachers


Il Precision Teaching è un approccio generale per determinare se uno specifico programma d’insegnamento funziona e se sta raggiungendo gli obiettivi educativi che si era proposto. La metodologia del Precision Teaching permette agli insegnanti di misurare il successo del programma e ritagliarlo a misura delle individuali necessità di ogni studente. Specifici del Precision Teaching sono quattro elementi:

·       Analisi “Parte/Intero”

·       Pratica per Fluenza

·       Prove a tempo e la Standard Celeration Chart

·       Adattare a misura dei progressi del singolo studente i materiali

Analisi Parte/Intero

Praticamente ogni compito che intraprendiamo richiede l'esecuzione di diversi comportamenti contemporaneamente. Pertanto, qualsiasi attività può essere descritta come un “intero” e scomposta nella sua serie di “Parti” che devono essere apprese prima. In letteratura (inglese) questi due elementi sono definiti: Component e Composite o Compound


Ad esempio, se vogliamo piantare un chiodo in un pezzo di legno (”Intero”), dobbiamo essere in grado di: identificare martello, chiodo e legno; afferrare saldamente il martello con la mano dominante; afferrare il chiodo tra pollice e indice; tenere saldamente il chiodo all'angolazione richiesta anche durante i colpi di martello; e battere accuratamente e ripetutamente la testa del chiodo con la parte appropriata del martello (questi comportamenti sono le “Parti”). Tutte le parti devono essere apprese prima di eseguire l’intero compito e riuscire a piantare il chiodo. La mancanza di una delle parti pregiudica la riuscita del compito.

Nello sforzo di costruire una nuova abilità o competenza attraverso la pratica per fluenza, l'analisi delle sue parti (Task Analysis) è un primo passo cruciale.

Pratica per Fluenza

Oltre alla più comune misura dell'accuratezza, la velocità d’esecuzione viene considerata altrettanto importante nel Precision Teaching, sia in classe, come nella vita di tutti i giorni, perché fornisce una misura di competenza. L'esecuzione da parte degli “esperti” di qualsiasi abilità, che si tratti di falegnameria, suonare il pianoforte, leggere testi o risolvere equazioni matematiche, implica prestazioni rapide e accurate. Consideriamo il nostro falegname “esperto” perché costruisce e monta i nostri scaffali con precisione e in una frazione del tempo necessario al semplice appassionato del fai da te.

In relazione alle abilità matematiche, Miller e Heward(1992) sottolineano: "Tutti gli studenti che arrivano allo stesso livello di accuratezza non sono preparati allo stesso modo. Mentre due studenti possono completare la stessa serie di operazioni di matematica con una precisione del 100%, quello che finisce in due minuti è più esperto di quello che ha bisogno di cinque minuti per risolvere gli stessi problemi”. La pratica per Fluenza è un metodo che favorisce lo sviluppo di velocità e accuratezza sulle parti (es.: impugnare il martello; scrivere le cifre) che possono migliorare notevolmente le prestazioni sui compiti interi (es.: piantare il chiodo; risolvere una moltiplicazione) e, più in generale, possono facilitare l'apprendimento di nuove abilità.

Prove a tempo e la Standard Celeration Chart

Nel Precision Teaching le prove a tempo forniscono un mezzo efficiente per misurare la fluenza di uno studente in risposte al minuto su una determinata abilità. Le prove possono essere brevi: 5 o 10 secondi o durare fino a 3 o 5 minuti a seconda sia dello studente che dell'abilità misurata.

Le risposte al minuto registrate durante le prove sono convertite in eventi al minuto per essere inseriti sulla Standard Celeration Chart (SCC). La SCC fornisce un "quadro" dell'apprendimento, rappresentato attraverso l'accelerazione o la decelerazione delle risposte corrette e risposte errate. Nel grafico qui a lato la linea verde indica una accelerazione delle risposte corrette (indicati dai pallini) e un alinea rossa indica la decelerazione delle risposte errate (indicate dagli asterischi). Una linea piatta sull'SCC indica una risposta che non sta migliorando e avverte l'istruttore che alcuni aspetti del suo insegnamento, che siano il metodo o i materiali, non hanno alcun impatto sulle prestazioni dello studente.


L'immagine di apprendimento ideale è linea verso l’alto per lei risposte corrette e una pendenza verso il basso delle risposte errate. Le decisioni didattiche sono quindi guidate dal quadro di apprendimento che determina la progettazione di materiali per la pratica e il progresso di ogni studente.

Materiali per la Pratica individualizzati

Sebbene diversi bambini (o anche un'intera classe) possano seguire un programma Precision Teaching/Fluenza mirato a una Parte  o ad un Intero, idealmente tale tipo di intervento dovrebbe essere individualizzato. Il punto fondamentale della Pratica per Fluenza è garantire che gli studenti siano in grado di padroneggiare le abilità Parti prima di tentare di progredire verso abilità più complesse o più impegnative (Interi). Inutile dire che ci sarà una variabilità tra gli studenti nella durata e/o nella quantità di pratica che impiegheranno per raggiungere la Fluenza. Lo studente A potrebbe aver bisogno di maggiore istruzione e pratica sulla moltiplicazione per tre, mentre il bambino B padroneggia velocemente la moltiplicazione ma fatica quando cerca di completare una sottrazione a due cifre. I tassi di risposta per attività, registrati sulla SCC per ogni singolo studente, rivelano rapidamente aree di forza e di debolezza e consentono agli istruttori di adattare i materiali didattici di conseguenza.

 

Glossario:

·       Fluenza: esecuzione senza sforzo, rapida e corretta. Es.:gli atleti alle Olimpiadi o i virtuosi della musica

·       Intero: un comportamento o competenza complessa che può essere diviso in singole Parti attraverso la Task Analysis. Es: risolvere una addizione è un Intero

·       Parte: un aspetto, un elemento di un comportamento o di una competenza più complessa. Es: Scrivere una cifra è una Parte dell’esecuzione delle addizioni

·       Task Analysis: l’analisi di un comportamento più o meno complesso (Intero) nei suoi componenti (Parti).

mercoledì 26 gennaio 2022

Più autocontrollo per gli insegnanti!

 di Theresa McKeon e Luca Canever


Ma, stiamo scherzando?!? Noi insegnanti siamo già i supereroi dell’autocontrollo, non ce ne serve di più!

Ogni singolo giorno combattiamo il desiderio di usare espressioni politicamente non corrette del tipo: "No, hai sbagliato ancora!" e "’Cipicchia! Non posso credere che tu non l’abbia ancora capito!" A noi insegnanti è anche richiesto di controllare il linguaggio corporeo, non mostrando MAI! fastidio o frustrazione: roteare gli occhi, sospirare pesantemente o buttare le mani in aria a dire: "Io ci rinuncio", sono tutte cose tassativamente proibite! Quante cose dobbiamo autocontrollare ...

Come fare? È mai possibile che solo noi insegnanti dobbiamo controllarci? Ma soprattutto: potremmo imparare a farlo ancora meglio?

Una soluzione c’è, anche se può sembrare un po’ un controsenso.

Eccola qua: noi insegnanti potremmo “vivere meglio”, se limitassimo la quantità d’informazione che offriamo ai nostri allievi soprattutto in certi momenti; proprio in quei momenti in cui sentiamo che dobbiamo ancora dire qualcosa. Immaginiamo che il nostro allievo o la nostra allieva si stia per lanciare a fare una cosa particolarmente complicata. Proprio in questi momenti sentiamo di dover ancora aggiungere qualcosa, di dover dire quell’ultima parolina che potrebbe essere definitiva nell’aiutare l’allievo (perché, non dimentichiamolo, noi insegnanti, abbiamo molto a cuore i nostri allievi). E allora, con un ultimo sforzo, lanciamo loro un’ancora dell’ultimo momento: "Non dimenticare ...", "Ricordati di ..." o forse la più tremenda per la sua forza distraente: "Sì, puoi farcela! Io ho fiducia in te!” Tutte queste frasi hanno certamente il loro posto, ma l’attimo che precede l’esecuzione di un nuovo comportamento non è tra questi. Allora perché è così difficile controllare l'impulso di distruggere la concentrazione dell’allievo?

Confessiamolo, noi insegnanti abbiamo quattro punti deboli

1. IL GUSTO DI PARLARE
    Di norma, a noi piace parlare e soprattutto dare informazioni agli altri. Abbiamo lavorato sodo per raccogliere grandi quantità di conoscenza e ci sentiamo strozzare quando si dobbiamo smettere di parlare, anche quando si tratta di lasciare che lo studente possa far pratica autonomamente (eventualmente sbagliando).

2. IL DESIDERIO DI VENIRE RINFORZATI
    Noi insegnanti siamo rinforzati dal successo dei loro studenti. Quando sembra che l’ancora dell’ultimo minuto abbia facilitato l’esecuzione corretta, può nascere un’idea sbagliata, una vera e propria superstizione: "L'ultima volta che ho gli ho fatto tutto l’elenco di quello che volevo ricordasse, subito prima dell’esercizio, mi è sembrato che abbia funzionato!"

3. LA PREOCCUPAZIONE DI ESSERE MALVISTI
    E' possibile che si abbia paura che i nostri colleghi o degli osservatori occasionali, possano supporre che il nostro silenzio rifletta una mancanza di competenza: l’insegnante che sta zitto è l’insegnante che non sa! "Se non dico qualcosa allo adesso, gli altri penseranno che non ho visto l'errore".

    Invece, il saper concedere momenti di silenzio, a tempo debito, è il marchio di fabbrica di un insegnante attento; una persona attenta che, consapevolmente, permette allo studente di essere parte del processo di apprendimento e non solo una carriola sulla quale scaricare informazioni a volontà. Imparare a resistere all'impulso di ripetere all’ultimo minuto, di dare dei riscontri o, addirittura, “fare festa” per diminuire la tensione, può realmente accelerare la velocità con la quale lo studente acquisisce fluenza, e, in ultima analisi, la sua capacità di diventare indipendente. Pensiamo prima alle cose importanti da fare e lasciamo spazio e tempo per processare l’informazione.

Il TAGteach ha il giusto strumento per aiutare gli insegnanti e il loro autocontrollo: si chiama tag point.

Il tagger.
Il tag point è l’azione, comportamento, movimento chiesto allo studente e che verrà rinforzato dal suono del tagger. L’insegnante consegna il tag point con la frase: “Il tag point è:” e la palla passa all’allievo. A questo punto basta il suono del tagger (o la sua assenza) per dare all’allievo tutta l’informazione di cui ha bisogno.




L’insegnante può tirare un sospiro di sollievo e… fare silenzio.

….

Tag!

 



martedì 18 gennaio 2022

Cos'è un tag point? (un esempio pratico)

Prendete un comportamento, prendete una persona a cui insegnare questo comportamento. Per esempio: diciamo che vogliamo insegnare a una ragazza di 10 anni a dare le carote al cavallo. La ragazza adora i cavalli, il cavallo adora le carote, che problema c’è?

Beh, un piccolo problema c’è: non vogliamo mica che il cavallo morda (per sbaglio ovviamente, mica è carnivoro!) le dita della ragazza che tiene il pezzo di carota nella mano. Perfetto! E quindi ecco la nostra lezione su come dare le carote al cavallo:
Quando dai le carote al cavallo, stai attenta che il cavallo non ti morda le dita. Non ti preoccupare non è che te le stacca, ma un bel pizzicotto doloroso sì che lo puoi sentire!”
 
Non contenti di questa premessa degna di un film horror continuiamo: 
Il cavallo non può vedere nulla direttamente sotto il proprio naso e se le tue dita sono strette attorno ai suoi pezzi di carota, può scambiare le tue dita con le sue carote e morderti; ma non lo fa apposta. Devi stare attenta.” 

A questo punto aggiungiamo la ciliegina sulla torta: 
Ecco che arriva tutto contento. Su, prendi le carote e sta attenta a non farti mordere. Ricorda quello che ti ho detto e tutto andrà bene!»


Domanda: la ragazza adorerà ancora i cavalli?




 
Con il TAGteach tutta questa informazione “accessoria” (e spaventosa) diventa inutile e il risultato finale è garantito: la ragazza innamorata dei cavalli da quel giorno in poi, per sempre, con tutte le sue dita ancora attaccate. Nel TAGteach ci focalizziamo sul comportamento o sul pezzo di comportamento che ci porta al successo e consegniamo questa informazione in forma positiva definita in “cose da fare” e coincisa: questo è il nostro tag point.

Nel dare le carote al cavallo chiediamoci quale comportamento debba fare la ragazza per avere successo? Se tenere le dita intorno alle carote è sconsigliato, allora l’opposto potrebbe costituire un buon punto di partenza. Se le dita non sono piegate, allora sono stese e la mano è piatta.

Ecco il nostro tag point: “mano piatta”!

Tutto il racconto “simil-horror” con amputazioni di arti incluse potrebbe quindi diventare: 
Adesso diamo le carote al cavallo. Quando gli dai le carote mettile nel centro del tuo palmo e tieni la mano piatta. Il tag point è: mano piatta”.

 Eventualmente, prima di portare la ragazza davanti al cavallo, possiamo fare un po’ di pratica, con noi che facciamo finta di essere il cavallo.



Questo video è il perfetto esempio di questa lezione:

https://www.youtube.com/watch?v=JRrBjIo5vzM

Visita il nostro sito: www.tagteachitalia.com


lunedì 10 gennaio 2022

COS'E' IL TAGTEACH

 di Luca Canever


Tutti gli insegnanti, allenatori, genitori, istruttori…

Tutti coloro che insegnano possiedono la propria cassetta degli attrezzi, fatta di conoscenze, studi ed esperienze personali. Attingendo dalla loro cassetta possono scegliere gli strumenti più adatti alle esigenze di ciascun studente.

Da qualche anno agli strumenti a disposizione si è aggiunto il TAGteach, un potente, innovativo strumento che ha le sue radici nelle leggi dell'apprendimento, ed ha il suo punto di forza nel dividere in piccoli pezzi il processo d'insegnamento con l'uso del rinforzo positivo.

TAG è un acronimo che sta per Teaching with Acoustical Guidance (Insegnamento audio assistito in Italiano) e l’assistenza audio è data dall'uso di uno specifico segnale sonoro per confermare a chi impara il successo nell’esecuzione di uno specifico comportamento.

TAG è il suono che indica il raggiungimento dell’obiettivo; questo suono diventa una sorta di segnale acustico che viene velocemente elaborato dal cervello. Un TAG significa “Sì ce l’ho fatta!”. Ma nel TAGteach anche l’assenza del TAG è informazione: conoscendo cosa doveva fare, l’allievo sa che deve provare di nuovo a raggiungere l’obiettivo autonomamente, senza bisogno che l’insegnante debba aggiungere altre parole o discorsi. L’allievo, quindi, non deve più concentrarsi su una faticosa analisi verbale di quello che gli sta dicendo l'insegnante, mentre (allo stesso tempo) cerca di imparare una cosa nuova. L'immediatezza e la chiarezza della richiesta (chiamata in gergo tag point) consentono all'allievo di formarsi un'esatta immagine mentale del movimento o della posizione che gli viene richiesta.

Il TAG mi aiuta a crearmi un'immagine nel cervello, così posso trovare da solo la corretta posizione” (11 anni, ballerina).


Il tag point

I “tag point” sono singoli aspetti di un’azione desiderata. Gli allievi ricevono un TAG (il suono) quando i tag point vengono correttamente eseguiti.

I tag point possono variare da insegnante ad insegnante e da studente a studente a secondo dello stile d'insegnamento, e delle necessità di ciascuno.

Gli insegnanti preparano lo studente al successo, consegnando tag point raggiungibili, ed alzando i criteri in piccoli passi. Poiché i criteri per il successo sono il conseguimento dei tag point e non l'intera perfetta esecuzione, gli studenti hanno facilmente successo; questo permette di ridurre la frustrazione aumentando allo stesso tempo la confidenza, la soddisfazione e la gioia per entrambi: insegnanti ed allievi.

Nel TAGteach lo studente non riceve correzioni per i suoi errori. Le correzioni verbali sono, di fatto, inutili ed impediscono il processo di apprendimento. L'insegnante è sollevato dall'incombenza di dover correggere e può seguire il suo piano di lezione per raggiungere il risultato finale.

 "Gli allenatori possono dirti cos'hai sbagliato, ma il TAG ti dice sempre quello che hai fatto giusto" (8 anni, ginnasta).

 Questo video mostra il TAGteach all’opera: è possibile insgnare la tecnica del salto in alto, scomponendo il salto nei suoi elementi trasformati in tanti tag point? (per i sottotitoli in italiano basta cliccare sull'icona):


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domenica 2 gennaio 2022

Scrittura in corsivo, alcune idee per raggiungere Fluenza (seconda parte)

 di Micheal Maloney

Traduzione di Luca Canever

Nel precedente articolo avevamo analizzato l’importanza della pratica nella scrittura per apprendere le abilità di base sulle quali poi si sostengono tutte le altre: dal saper scrivere una lettera o un tema o un rapporto per il lavoro. Avevamo visto un elenco di alcune di queste abilità:

·      Impugnatura della penna

·      Movimenti della mano

·      Lettere corsive individuali

·      Scrivere i numeri

·      Competenze di scrittura corsiva: diversi esercizi per far muovere la mano dello studente e fare segni corsivi specifici (ad esempio linee a zig zag, singole lettere t, m, o, u ecc. ecc.).

Nella seconda parte vedremo come insegnare alcune di queste abilità che compongono “scrivere”.

  • Impugnare la penna


Tutti teniamo in mano una penna o una matita in modi diversi quando iniziamo a scrivere lettere o numeri. Il metodo più comune (quello che ci insegnavano a scuola insieme alla calligrafia) consiste nel tenere la penna o la matita tra il pollice, l'indice appoggiandola sul lato del dito medio dito. Se prendi una penna o una matita con la punta rivolta verso di te, da una superficie piana, generalmente lo fai così, usando queste tre dita.

Tutto va a rotoli quando la persona prende la penna con il 3° e il 4° dito. Il cambio di posizione, per quanto minimo, limita il numero di lettere o cifre che lo studente può quindi creare. Una prensione non corretta limita la velocità di scrittura e quindi. (Luca Canever: “Dalla mia esperienza a scuola credo che questa prensione non corretta sia dovuta al diametro troppo piccolo di penne e matite: le dita non riescono a piegarsi ed avvolgono la penna. Oltre a fare pratica basta, in alcuni casi usare una penna più grossa -tipo una stilografica- o mettere un apposito spessore di gommapiuma intorno alla penna come quello della foto a lato.")

  • Movimenti della mano sulla pagina

Gli esseri umani possono scrivere in modo leggibile 20-30 parole al minuto (ovvero 150-160 lettere o numeri). Per fare ciò, la mano deve essere in grado di muoversi agevolmente sulla pagina mentre si scrive. La misura più semplice di questa abilità consiste nel fare in modo che gli studenti facciano segni verticali in gruppi di 5 su un foglio di carta a righe (4 linee verticali e una trasversale). Gli studenti possono generare oltre 150 segni al minuto senza errori.

L'errore più comune è quello di non rimanere sulla riga ma di spostarsi in alto o in basso nella pagina. Gli studenti generalmente iniziano facendo segni abbastanza grandi, ma imparano rapidamente che serie più piccole di cinque linee sono molto più veloci da realizzare. La creazione di set di 5 linee rende anche il conteggio della loro produzione molto più semplice e veloce. Questo esercizio è molto utile anche perché allena gli studenti sul conteggio fino a cinque, per poi riposizionare la matita per il set successivo.

  • Scrivere numeri o caratteri

Un semplice esercizio per i caratteri consiste nello scrivere ripetutamente il proprio nome per 30 secondi. Una delle parole conosciute più comuni che scriviamo è appunto il nostro nome, quindi le capacità di pensiero e di ortografia non giocano un ruolo nella velocità e nella qualità con cui uno studente può generare i caratteri. Scrivere il proprio nome serve solo per scrivere velocemente. Agli studenti dovrebbe essere chiesto di scrivere il loro nome il maggior numero di volte possibile su un foglio di carta a righe. Moltiplicando il numero di volte che completano la scrittura del loro nome per il numero di caratteri si ottiene un conteggio al minuto che ci dirà quanto lo studente è vicino allo standard di 150-160 lettere al minuto.

L'autore: Micheal Maloney ha alle spalle 40 anni di esperineza nell'insegnamento della lettura (e di tutte le altre competenze fondamentali l'istruzione). Negli anni ha sviluppato il Maloney Method conosciuto ed apprezzato in tutto il mondo anglo sassone. L'approccio di Micheal si basa su dividere l'insegnamento in piccoli step e di misurare le prestazioni: solo quando lo studente è fluente (veloce ed accurato nell'esecuzione) viene introdotto allo step successivo. Per saperne di più: https://www.maloneymethod.com/


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