martedì 18 ottobre 2022

Five Words or Less (Cinque Parole o Meno)

Gli insegnanti parlano troppo. Gli allenatori parlano troppo. I manager parlano troppo. I genitori poi… parlano troppo. Probabilmente anche tu parli troppo quando cerchi di insegnare qualcosa e spieghi cosa vuoi che faccia chi impara. Ma tutte queste parole sono veramente necessarie? Servono per migliorare realmente la qualità della nostra informazione? In una situazione di insegnamento, soprattutto se un pochino stressante (per esempio la nostra prima lezione di tennis), quando ci concentriamo per capire cosa si deve fare, meno parole si usano tanto meglio! Di fatto, l'unica cosa che ci possiamo ricordare -davvero- sono solo le ultime parole che l’istruttore ci ha detto. Tutto il resto si perde tra i meccanismi del nostro cervello, la tensione del momento e il desiderio di voler veramente riuscire ad eseguire quel servizio!

Five Words or Less (Cinque parole o meno)


Esiste un modo per ridurre significativamente il numero di parole usate ed è quello di suddividere l’obiettivo generale (nel nostro esempio il servizio del tennis) nei suoi componenti, renderli osservabili e consegnarli uno alla volta sottoforma di brevi istruzioni chiamati tag point composti da solo cinque parole. E'questo l quarto criterio che ci permette di ideare i tag point: five words or less!
Torniamo al nostro esempio: tutti gli istruttori di tennis sanno quali sono i comportamenti che compongono il servizio: dalla posizione dei piedi alla presa della racchetta, dal movimento della schiena all’altezza del lancio della pallina. Tutti questi componenti possono essere consegnati all’allievo sottoforma di tag point lunghi al massimo solo cinque parole: Il tag point è “piedi verso la rete” o “curva la schiena” e così via. Per il lancio della pallina, basta mettere il tennista vicino a un muro, mettere un nastro adesivo all’altezza corretta e consegnare il tag point: “pallina sul nastro”.

I possibili componenti del servizio  del tennis sono numerosi: sta all’esperienza dell’istruttore capire cosa trasformare in tag point in base al livello d’esperienza di chi impara e al beneficio che uno specifico tag point porterà. Per cui l’istruttore potrà decidere che Mario sa come si mettono i piedi per eseguire il servizio ma che deve migliorare il lancio della pallina. La routine TAGteach per Mario sarà: “Le istruzioni sono: posiziona i piedi per il servizio e lancia la pallina sul nastro (che sarà attaccato alla giusta altezza sul muro). Il tag point è: pallina sul nastro!”. 
In tre parole abbiamo dato un tag point che è un comportamento che l'istruttore desidera, è una sola cosa, è osservabile ed è composto da solo tre parole. Un perfetto tag point per insegnare a Mario un servizio degno di Wimbledon! Tag!

Su istruzioni e tag point nel TAGteach puoi avere delle informazioni qui: https://www.instagram.com/p/CjTACN1NHNs/

I criteri WOOF

Questo post descrive un criterio del processo che il TAGteach implementa preparando i propri obiettivi. esistono quattro criteri per creare un chiaro, preciso e solido obiettivo, che chiamiamo tag point. Questi sono:
  1. What you want (ciò che desediri)
  2. One thing (Una cosa per volta)
  3. Observable (Osservabile)
  4. Five words or less (Cinque parole o meno).
Li puoi facilmente memorizzare nell'acronimo WOOF.





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Observable

Chi insegna dovrebbe sempre ben chiaro in mente il comportamento che dovrà essere insegnato ed appreso. Sembra un’affermazione banale, ma la maggior parte delle volte riuscire a definire con precisione chirurgica cosa si desidera è molto, molto difficoltoso. Facciamo un esempio: immagina di insegnare danza e desideri che la ballerina porti la gamba destra più in alto durante l’esecuzione di un particolare salto. La prima cosa che ti verrà (probabilmente) da dire sarà: “Ricordati di alzare di più la gamba destra mentre salti”. Ma quanto più alto? Cosa intendi ESATTAMENTE con: “Alzare di più la gamba?” e come saprai che la gamba è stata alzata correttamente in alto? Ovvero, quali sono i tuoi criteri per il successo della ballerina, cosa osserverai?
Infine, la domanda più importante di tutte: come farà la ballerina a sapere di aver alzato la gamba correttamente?

“Alzare di più” è un obiettivo piuttosto vago, sommario, che nessuno tra insegnante e ballerina comprende esattamente. Le probabilità di ottenere una performance significativa, e di conseguenza un apprendimento duraturo, sono estremamente ridotte.

Observable


In che modo possiamo riuscire a chiarire l’obiettivo: “Alzare di più la gamba” in modo tale da renderlo osservabile, ripetibile e rinforzabile? L’unico modo per ottenere tutto questo e favorire l’apprendimento è quello di definire l’obiettivo con criteri precisi, in modo tale che chi insegna e chi impara siano d’accordo e capiscano esattamente cosa fare.

Questo è lo scopo del terzo criterio WOOF che usiamo nel TAGteach per creare i nostri tag point: observable (osservabile). L’obiettivo dell’observable è proprio quello di mettere d’accordo insegnante ed allievo su cosa deve essere fatto evitando inutili ripetizioni a vuoto. Un esempio del ruolo di questo criterio è quello di immaginarlo come la luce che illumina di sera le nostre stanze: se devi andare a prendere un bicchiere d’acqua la luce ti permette di vedere chiaramente e raggiungere velocemente il tuo obiettivo. Al buio, con la luce spenta, lo stesso risultato diventa molto più difficoltoso e pieno di errori.

Per concludere questo post, torniamo alla nostra ballerina e vediamo come sia possibile rendere observable l’alzare di più la gamba. Una possibile soluzione potrebbe essere quella di tenere la mano dell’istruttore all’altezza che si desidera il piede della ragazza raggiunga e chiamare questo tag point: “calcio sulla mano”. Ua seconda soluzione potrebbe essere quella di mettere un pezzo di nastro adesivo sul muro o sullo specchio utilizzando il tag point: “Calcio sul nastro”. In questo modo è possibile trasformare un obiettivo poco chiaro qual’era “alzare di più la gamba”in uno specifico e preciso comportamento che la ballerina sarà in grado di ripetere in meno tempo ed apprendere più velocemente, con maggior successo ed entusiasmo per tutti.


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I criteri WOOF

Questo post descrive un criterio del processo che il TAGteach implementa preparando i propri obiettivi. esistono quattro criteri per creare un chiaro, preciso e solido obiettivo, che chiamiamo tag point. Questi sono:
  1. What you want (ciò che desediri)
  2. One thing (Una cosa per volta)
  3. Observable (Osservabile)
  4. Five words or less (Cinque parole o meno).
Li puoi facilmente memorizzare nell'acronimo WOOF.





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One Thing

 Immagina: Anna sta imparando a scrivere. Ad Anna che sta imparando a scrivere (per la prima volta!) la lettera “a”, la maestra le ricorda di: ”Tenere la penna tra pollice ed indice e appoggiarla sul dito medio e tenere il dorso della mano sul foglio."  Ho volutamente messo in evidenza la particella “e” che tiene insieme tutte le cose che Anna dovrebbe ricordare mentre sta (anche) imparando a scrivere la lettera “a”. Se l’alunna tiene “male” la penna ma scrive lo stesso una bella “a” la maestra le dirà (probabilmente) che la “a” era bellissima, “Però, la prossima volta, ricordati di tenere la penna tra pollice ed indice e…. e…….”: Ecco questo “ricordarsi” è una cosa che può risultare estremamente difficile per due motivi. Il primo motivo consiste nel fatto che l’informazione avviene prima (o dopo) dell’esecuzione; infatti, Anna “si deve ricordare” e non nel momento dell’esecuzione. Il secondo motivo sta nel fatto che Anna è impegnata nel fare la “a” e il suo cervello non può anche ricordarsi tutte le cose che le sono state dette. Semplicemente non siamo fatti per essere in grado di ricordarci tutto!

Esiste, però una soluzione per evitare questa confusione tra istruzioni di chi insegna e comportamenti di chi impara ed è il secondo criterio WOOF del tag point: One Thing (Solo una cosa alla volta)

One thing


I TAGteacher nel creare i tag point per i loro allievi utilizzano i quattro criteri WOOF. Nel precedente blog abbiamo visto il primo: “What you want!”. Oggi analizzaremo il secondo criterio: “ One thing” ovvero: solo una cosa alla volta.

La metodologia del TAGteach si basa sull’uso del tagger: ovvero il TAGteacher per dire: “Sì esatto!” si affida al suono del tagger (detto tag) anziché alla sua voce. Ci sono tanti motivi per questa scelta, il primo è che il tag significa sempre e solo: “Sì!”. Il processo di insegnare diventa binario e chi impara può fare da solo le proprie valutazioni: se sente il suono del tagger sa che ha eseguito il tag point, in caso contrario può, semplicemente, riprovare da solo. Torniamo al nostro esempio. 

Anna sta imparando ad impugnare la penna e ha ricevuto il tag point: “pinza tra pollice e indice”. Se sente il suono tag! del tagger la ragazza sa che ha eseguito il tag point e quindi ha tenuto le dita a pinza sulla penna. Viceversa, se non sentisse il tag, Anna saprebbe di non aver eseguito proprio quel singolo comportamento che le era stato chiesto e sarebbe in grado di valutare da sola perché ha mancato il tag! (“Ho tenuto la pinza con pollice e medio?”, “ho tenuto la penna a martello?”). Il tutto senza nessun intervento da parte dell’insegnante. Questo è possibile perché il tag point era composto da una cosa sola, un singolo comportamento facilmente identificabile. Il processo dura pochissimo, pochi attimi ed Anna è subito pronta per aggiungere un nuovo pezzo di informazione che il TAGteacher potrebbe formulare così: “Le istruzioni sono: prendi la penna con la pinza indice pollice ed appoggiala sul dito medio. Il tag point è: dita sul medio.”

    Il criterio one thing fa sì che i tag point non lascino spazi a dubbi o incertezze: chi impara sa esattamente cosa deve fare ed è in assoluto controllo della situazione d’apprendimento. Puoi facilmente immaginare che effetto questo controllo può avere sulla motivazione e sull’autostima!


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I criteri WOOF

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giovedì 13 ottobre 2022

What you Want (Ciò che Vuoi)

 Nella pratica del TAGteach prestiamo attenzione ai comportamenti da apprendere, non tanto sugli errori o le cose che vogliamo evitare. L’etimologia ci viene in aiuto: imparare viene dal latino parare che significa (anche) acquistare e prendere possesso. Chi impara acquista nuove competenze e prende possesso di nuovi comportamenti, non evita errori e cose sbagliate. Errori e cose sbagliate in generale, vengono indicati con due parole di solito: “Non” e “No”.

Non continuare sempre a correre per i corridoi” e “No! Basta, adesso smettila!”. Ricorriamo a questo tipo di frasi perché, più o meno, di solito hanno l’effetto di fermare quel comportamento che proprio non volevamo. Se Luigi parla troppo in classe gli diciamo di: “Non continuare a parlare”; Se Anna impugna male la penna le diciamo di: “Non tenere la penna a quel modo” e così via con infinite sfumature diverse. Ma il succo è sempre lo stesso: diciamo ad Anna o Luigi cosa non devono fare, ma… gli diciamo cosa vorremmo che facessero? Ovvero, stiamo veramente insegnando loro cosa vorremmo imparassero?

What you Want

Il TAGteach usa i tag point, specifici comportamenti da eseguire, come strumenti per insegnare. In altre parole, il TAGteacher esplicita a chi impara solo il comportamento da apprendere.

Questa è la radice del primo dei criteri WOOF che delineano e compongono i tag point: What you want, cosa vuoi. Tu insegnante, cosa vuoi che Luigi faccia quando “non continua a parlare”? Cosa fa una persona che non parla? Una possibile risposta potrebbe essere che, una persona che non parla, tiene le labbra chiuse. Se Luigi tiene le labbra chiuse sicuramente non può anche parlare.

 Questo potrebbe diventare il tag point per Luigi: “Labbra chiuse”. La differenza sta nel fatto che “non parlare” non dice a Luigi cosa fare per imparare ed essere apprezzato.

Lo stesso discorso lo possiamo applicare ad Anna: “Non tenere la penna a quel modo perché altrimenti non scrivi bene e poi prendi un brutto voto” non dice ad Anna cosa deve fare per scrivere “bene” e prendere un bel voto. (torneremo su “bene” nel post dedicato a un altro criterio WOOF: Osservabile). Anche ponendo che Anna voglia scrivere bene perché vuole tantissimo prendere un bel voto, cosa deve fare? Difatto, quelle che ha appena sentito non sono delle informazioni utili, ma delle minacce….

Anche per Anna esistono alcuni tag point che le possono insegnare come tenere la penna. Il TAGteacher potrebbe dire: “Anna, per scrivere bene devi appoggiare la penna sul banco sempre con la punta rivolta verso di te (un’etichetta con la sagoma disegnata di una penna potrebbe aiutare molto). Le istruzioni sono: quando prendi la penna per scrivere, prendila con la pinza tra indice e pollice. Il tag point è: pinza tra indice pollice”.

In questo modo ad Anna viene dato un comportamento da imparare, da acquistare per dirla in latino.

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I criteri WOOF

Questo post descrive un criterio del processo che il TAGteach implementa preparando i propri obiettivi. esistono quattro criteri per creare un chiaro, preciso e solido obiettvio, che chiamiamo tag point. Questi sono:
  1. What you want (ciò che desediri)
  2. One thing (Una cosa per volta)
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venerdì 7 ottobre 2022

Fluenza comportamentale per la Dislessia

 Un post dedicato alla Settimana Nazionale della Dislessia 2022


Immagina una casa: è fatta di muri, impianti, mobili più tantissimi altri componenti. Ora immagina che uno o più di questi componenti mancasse: che ne so, magari l’impianto idraulico o i muri divisori. La casa sarebbe ancora casa? Funzionerebbe come tale? Sono tutti i diversi componenti che creano la casa.

La Dislessia (e gli altri disturbi specifici dell’apprendimento) esattamente come la casa, sono comportamenti complessi composti da diversi componenti che, se mancano, compromettono il tutto. Solitamente ci concentriamo molto sulla correttezza delle risposte ma non consideriamo quasi mai l’altro fondamentale componente: la velocità d’esecuzione.

Prendiamo ad esempio la lettura: leggere per imparare (studiare in altre parole) ha bisogno di una velocità di lettura pari a ad almeno 120-150 parole al minuto (corrette). Al di sotto di questo livello la comprensione diventa difficoltosa. A sua volta la velocità di lettura è composta da altre parti: articolazione id bocca e lingua, coordinazione occhi-bocca, decodifica dei grafemi e così via. Tutti comportamenti/componenti della capacità di leggere. Ognuno di questi componenti deve essere padroneggiato con risposte rapide e corrette, in altre parole quello che serve è fluenza nei comportamenti (Fluency in inglese).

Fluenza comportamentale è una definizione che indica questo tipo di risposte sempre corrette, veloci e apparentemente senza sforzo. Sono le risposte che ammiriamo nelle performances di grandi atleti, artisti o di tutte quelle persone che fanno cose che noi sembrano impossibili. Sarebbe impossibile per queste persone risucire ad eseguire le loro prestazioni se mancasse loro la conoscenza di uno dei componenti (immaginate un grande calciatore o tennista che non sa correre velocemente?)

Esistono alcuni importanti motivi per cui la fluenza dovrebbe far parte dei nostri programmi educativi.

In primo luogo, la fluenza fornisce un quadro più completo dell'apprendimento e delle prestazioni. Le misure di accuratezza forniscono informazioni solo sulla correttezza della prestazione, mentre analizzare anche la velocità di risposta permette di valutare la competenza. Più uno studente diventa "esperto" più velocemente e meglio saprà risolvere i problemi. Più uno studente è fluente in uno dei componenti della lettura e più difficilmente avrà delle difficoltà successivamente, quando dovrà affrontare compiti più complessi.

In secondo luogo, la fluenza è una misura più sensibile dei cambiamenti nelle prestazioni rispetto alla sola misura di accuratezza. Quando viene misurata solo la precisione, viene imposto un limite artificiale del 100% corretto, rendendo impossibile rilevare le differenze di prestazione da una misurazione all'altra, una volta che uno studente ha imparato ad eseguire con precisione. Se alla precisione aggiungiamo la velocità, non esistono limiti (se non quelli strettamente fisici) e si può migliorare praticamente per sempre. In altre parole non serve solo saper leggere bene, bisogna anche essere veloci (e precisi)

TAGteach Italia
sviluppa i propri programmi d’intervento mirandoli al conseguimento di Fluenza comportamentale, ovvero accuratezza e velocità d’esecuzione in modo da assicurare un successo permanente ai propri studenti.


giovedì 6 ottobre 2022

Il tag point è WOOF!

 


Il tag point costituisce la chiave di volta del TAGteach perché rappresenta il comportamento che si deve imparare ed è l’elemento che darà il maggior successo a chi impara. Il tag point è neutro, non mette pressione a chi impara che può in ogni istante valutare autonomamente quello che sta facendo senza bisogno di interventi da parte dell’insegnante. Come riesce il tag point a combinare tutti questi elementi? Grazie ai quattro criteri WOOF che lo definiscono con precisione. In questo post parleremo nel dettaglio dei quattro criteri. Eccoli spiegati uno alla volta.


1. What you want (Ciò che vuoi):

Il tag point dà qualcosa da fare a chi impara, un comportamento da esibire. Per questo motivo non può contenere le parole “no”, “non” e tutte le altre che dicono cosa non fare. Basta pensarci: cosa dovrebbe fare una persona alla quale viene chiesto: “di non parlare”. Sta zitta, ovviamente, dirai. Ma per “stare zitta” cosa fa effettivamente? Immagina una persona che sta in silenzio. Può camminare, correre, stare in seduta, ma se sta in silenzio sicuramente terrà le labbra  chiuse. Ecco questo è il criterio “What you want”, cosa desideri: un comportamento da fare che porterà il comportamento atteso: “labbra chiuse”  è il tag point per ottenere il silenzio.


2. One thing (Una cosa):

Il tag point è un solo comportamento. Non possiamo dire: “il tag point è seduto dritto e labbra chiuse”. Se sto zitto ma sono seduto male non riceverò il tag, certo, ma non non mi sarà chiaro il perché… Meglio separare i due comportamenti in due sessioni:

a. “il tag point è: seduto dritto”

b. “il tag point è: labbra chiuse”.

Solo in questo modo chi impara è in grado di valutare le proprie azioni e fare le opportune correzioni se non ricevesse il tag.

3. Observable (Osservabile)

Chi insegna sa cosa vuole dai propri alunni: che stiano fermi, che restino in silenzio o che mettano via la cartella. Prendiamo “restare in silenzio”. L’insegnante sa cosa chiede quando dice: “Bambini, silenzio”. Ma Luigi o Anna sanno esattamente cosa intende il loro insegnante? Sanno che “in silenzio” si sta con le labbra unite o chiuse o per loro “in silenzio” significa parlare a bassa voce. Sembra banale ma certe volte diamo per scontate molte cose. Il tag point è tale solo se anche chi impara sa esattamente cosa deve fare. Il tag point deve essere, in questo senso, osservabile da tutti: “in silenzio” deve significare la stessa cosa sia per l’insegnante che per Anna e Luigi. Il TAGteacher quindi, spiega cosa intende per stare in silenzio, e consegna ad Anna e Luigi  l’istruzione corretta e concisa del  comportamento da tenere come tag point: “labbra chiuse”.



4 Five words or fewer (5 parole o meno)

Il tag point è consegnato a chi impara usando solo 5 parole: questo per renderlo facilmente ricordabile nel momento in cui il cervello di chi impara è tutto impegnato nell’esecuzione del nuovo comportamento. "Ricordatevi bambini, adesso che usciamo non urlate e restate in silenzio  senza parlare" è un messaggio lungo, difficile da ricordare e che, come abbiamo già ricordato, non mi dice cosa fare. "Labbra chiuse" è composto da solo due parole e per questo è più facilmente ricordabile.