venerdì 17 febbraio 2017

PLAN, TAG, WOOP (un intervento comportamentale)

Luca Canever
Primavera 2017

Mio figlio ha nove anni. Da un po’ di tempo a questa parte, ha iniziato a mangiarsi le unghie. Questo comportamento avviene principalmente a scuola e, ogni tanto, a casa (specialmente davanti alla televisione). Se a casa è possibile fermarlo con un gentile richiamo, a scuola questo non è–ovviamente- possibile: noi genitori non possiamo stare tutto il giorno in classe. La frequenza di questo comportamento è diventata forte abbastanza da averlo trasformato in una abitudine.

Le abitudini sono un tipo di comportamenti che eseguiamo tutti i giorni (su questo argomento suggerisco la lettura de “Il potere delle abitudini” del vincitore del premio Pulitzer Charles Duhigg). Abbiamo l’abitudine di respirare, camminare, parlare, scrivere e così via. Ogni singolo comportamento che riusciamo a compiere senza sforzo e senza impegno cognitivo è un’abitudine. Le abitudini sono un buon esempio di un comportamento adattivo: ci sono cose che dobbiamo fare “senza pensarci”, mentre –magari- stiamo facendo qualcosa di diverso. Questa caratteristica può creare qualche problema nel caso di comportamenti non desiderabili. Cosa possiamo fare se – effettivamente- non siamo in grado di realizzare cosa stiamo facendo? Che strumenti posso dare a mio figlio per aiutarlo a rendersi conto che si sta –effettivamente- mordendo le unghie?
Dopo un po’ di pensare ho preparato un piano.

PUNTO 1. TAGeach

Per iniziare ho avuto bisogno di fornire a mio figlio un chiaro comportamento che fosse anche facilmente eseguibile. Un comportamento che lui potesse facilmente riconoscere come eseguito. Dal momento che il TAGteach consegna le informazioni in maniera positiva (dando a chi impara un comportamento da fare), “Non mordere le unghie” è diventato: ”Mani in tasca”. “Mani in tasca” è facile da riconoscere perché il bambino sa "riconosce" se ha le mani in tasca o no ed offre uno specifico comportamento da fare. Le mani possono solo essere dentro o fuori le tasche. Non c'è area grigia in mezzo, spazio per l'incertezza. Avere messo le mani in tasca significa aver avuto successo: il rinforzo viene da questa consapevolezza di successo.

PUNTO 2. WOOP

WOOP è un protocollo per la modifica del comportamento introdotto dalla professoressa Gabrielle Oettingen in: "Rethinking Positive Thinking". Si tratta di un sistema educativo che fa uso di brevi frasi e che si focalizza su:
·         Desiderio (Wish: cosa vogliamo ricevere)
·         Risultato (Outcome: cosa succederà quando avremo ciò che desideriamo)
·         Ostacolo (Obstacle: cosa ci impedisce di raggiungere il nostro desiderio )
·         Piano (Plan: cosa fare quando incontriamo l’ostacolo).
Per mio figlio il WOOP è stato il seguente:
·         Desiderio: Mani e unghie in ordine
·         Risultato: Mani forti per il Basket
·         Ostacolo: Mi mordo le unghie
·         Piano: quando mi accorgo di voler mordere le unghie allora metto le mani in tasca
Si possono facilmente vedere i punti in comune tra il protocollo WOOP e il TAGteach.
Entrambi:
·         Si focalizzano su uno specifico-facile da fare comportamento
·         Informano con frasi brevi
·         Rinforzano il comportamento target con un immediato feedback (mio figlio “riconosce” quando ha lo stimolo a mordersi le unghie e usa lo stimolo per un comportamento alternativo (mettere le mani in tasca) che, come già detto, è auto rinforzante.

PUNTO 3. IL TAGULATOR (modificare gli antecedenti)

L'astuccio con il WOOP e il tagulator
Ho scritto il protocollo WOOP su un biglietto di carta e l’ho attaccato con lo scotch all'astuccio: L’astuccio è un oggetto che è sempre sopra il banco, così diventa un avviso permanente di cosa fare. Come tocco finale ho attaccato all’astuccio un tagulator, per dare a mio figlio un riscontro immediato sui suoi progressi, un’opportunità per tener traccia dei propri successi e un’occasione per condividere con la sua famiglia i risultati conseguiti.

HA FUNZIONATO?

Primo giorno: appena tornato a casa da scuola, mi ha detto (ridendo) che la “roba” attaccata al suo astuccio era: “Ridicola! I miei compagni sono venuti a chiedermi del tagulator e a vedere cosa c’era scritto sul biglietto. E’ solo ridicolo!”
Io:” Ha funzionato?”
Lui: “Oh sì!”(con orgoglio):”I tirato giù sei perline e ho morso solo una volta.”
Io: “Fantastico! Ottimo lavoro! E ti è piaciuto?”
Lui: “Oh, sì!”
Secondo giorno: ha tirato giù due perline e ha morso una volta
Terzo giorno: dieci perline giù, niente mordere.
Quarto giorno: abbiamo deciso che era tempo di festeggiare! Anche se ancora corte, abbiamo tagliato tre unghie: Come ulteriore rinforzamento abbiamo ricalcato le sue mani con un pennarello su di un foglio e abbiamo segnato quali unghie erano state tagliate. Non appena tutte le unghie delle mani saranno state tagliate ordineremo uno joystick speciale per giocare a Minecraft sul PC.

(Resoconto odierno: nessuna perlina giù, niente mordere…. Abbiamo stabilito una nuova abitudine?).

Anche se è passata solo una settimana, sono piuttosto sicuro che questo protocollo abbia funzionato. Stiamo sicuramente stabilendo delle nuove abitudini nel mentre in cui le vecchie vanno in estinzione: Ritengo che questa sia la parte che lavori meglio: fondere insieme TAGteach e WOOP ci consente di rinforzare comportamenti obiettivo e di dare a chi sta imparando gli strumenti necessari per aumentare la loro consapevolezza sui comportamenti problematici. Una istruzione molto semplice da seguire che usa la formula:”SE…. ALLORA….” fa in modo che i comportamenti desiderati possano venire rinforzati anche in assenza del marker.
Un ultimo suggerimento: allievi e ragazzi più grandi possono trovare più rinforzante decidere da soli come formulare il WOOP. Anche mio figlio avrebbe potuto farlo, ma  ho semplicemente fatto quello che mi sembrava più giusto; ha funzionato! Di sicuro coinvolgere chi impara nelle decisioni e nelle strategie che riguardano il loro imparare è la strada maestra da percorrere.


COS’E’ IL TAGTEACH?


Il TAGteach (TAG sta per Teaching with Acoustical Guidance ovvero Insegnamento Audio Assistito) è una nuova, innovativa metodologia per insegnare in rapida crescita e diffusione in tutto il mondo. Le sue applicazioni spaziano in campi anche molto differenti tra di loro: dallo sport al lavoro, dalla scuola alle pratiche chirurgiche. Utilizzando il TAGteach ogni dettaglio di un comportamento o di una serie di comportamenti (per es. il dritto nel gioco del tennis) possono venire insegnati in maniera positiva, rinforzante, e -cosa molto importante- in minor tempo. Peculiare della metodologia, che da questo prende il suo nome, è l’utilizzo di un marker sonoro che fornisce allo studente un chiaro feedback sul successo ottenuto nell'emissione corretta di un comportamento target.

giovedì 29 settembre 2016

A PROPOSITO DI COMPORTAMENTO

Luca Canever
TAGtech Faculty
Settembre 2015

Il TAGteach, come ogni tipo di insegnamento, agisce sul comportamento di un organismo. In questo articolo vedremo come questo processo avviene.
In primo luogo diamo la nostra definizione di comportamento. Con il termine "Comportamento"facciamo riferimento a qualsiasi risposta agli stimoli ambientali venga compiuta od emessa da un organismo nel corso della sua esistenza. Possiamo dividere i comportamenti che emettiamo in tre grosse categorie.

  • Comportamenti emessi intenzionalmente: come aprire il rubinetto per riempire un bicchiere d’acqua o come pensare a cosa mangeremo a pranzo. Anche il pensiero rientra nei comportamenti in quanto si tratta sempre di una risposta emessa in base a determinati stimoli esterni (passare davanti al supermercato ci fa pensare a cosa abbiamo in frigorifero) o interni (lo stimolo della fame che ci fa fermare al supermercato): entrambe gli stimoli inducono una risposta alla quale ci riferiamo come comportamento. Questi stimoli agiscono come antecedenti del comportamento: avvengono prima.
  • Comportamenti che emettiamo senza essere consapevoli di quello che stiamo effettivamente facendo, ma che, a differenza dei riflessi abbiamo imparato durante la nostra vita. Per esempio camminare. E’ questo un comportamento che avviene -quasi- sempre senza grande sforzo cognitivo, in altre parole non dobbiamo prestarvi troppa attenzione. Camminare è uno di quei molti comportamenti che una volta appressi vengono sepolti nel nostro sub conscio: i vari muscoli ed organi coinvolti nel movimento vengono attivati in modo automatico dal cervello.
  • Comportamenti di autoregolazione corporea che sfuggono al controllo del conscio ma che sono funzionali per conservare il benessere generale dell’organismo. Sudare perché fa caldo o diventare rossi per una forte emozione possono essere esempi di questa categoria. In questa categoria rientrano anche quelli che chiamiamo riflessi: sono comportamenti innati, che non devono essere appresi.
Gli effetti che gli stimoli sia interni che esterni hanno sugli organismi sono stati oggetto di studio a partire dalla fine dell’800. Fra tutti ricordiamo i due principali protagonisti: Ivan Pavlov e B. F. Skinner.

Pavlov, scienziato russo, si concentrò sulla particolare categoria di comportamenti dei riflessi; ovvero comportamenti che compiamo senza intenzionalità (rientrano nella nostra terza categoria): tipo starnutire a causa della polvere. La polvere agisce come stimolo sullo starnuto, ma noi non abbiamo imparato a starnutire, si tratta di un comportamento innato. Pavlov scoprì (con il celeberrimo esperimento della campanella e del cibo per i cani) che era possibile condizionare la risposta dell’organismo anche a stimoli che precedentemente non sollecitavano nessuna risposta. Se soffiamo negli occhi a una persona questa li chiuderà. Ma, se prima di soffiare facciamo suonare un fischietto, e condizioniamo questa catena: Fischietto - Soffio d’aria, il fischietto assumerà per l’organismo sottoposto al condizionamento lo stesso valore del soffio d’aria. L’organismo al suono del fischietto chiuderà gli occhi emettendo la stessa risposta riflessa precedentemente riservata solo al soffio. Questo tipo di condizionamento viene definito classico o rispondente. In questo tipo di condizionamento l’organismo non emette nessuna risposta volontaria, sono i suoi riflessi a rispondere involontariamente agli stimoli.

A differenza dei rilfessi, i comportamenti che regolano le risposte apprese dagli organismi furono oggetto a partire dagli anni trenta del ’900 degli studi di B. F. Skinner, il quale scoprì che un comportamento viene appreso in base alle sue conseguenze. Se premere una leva fa arrivare del cibo, l’animale tenderà, se affamato, a ripetere l’azione che gli ha fatto guadagnare il cibo. Se tenere il braccio in determinato modo risulterà in un numero maggiore di canestri, questo comportamento verrà emesso con maggiore frequenza. Questo tipo di condizionamento si chiama operante: la conseguenza del comportamento agisce come un rinforzo: il comportamento avverrà con maggiore o minore frequenza . Il termine "operante" fa riferimento a tutti i comportamenti (più o meno simili) ma che hanno lo stesso impatto sull'ambiente, in altre parole lo modificano allo stesso modo. Per esempio ci sono diversi modi con i quali posso aprire una porta: con la mano destra o la sinistra, dipende se ho qualcosa in mano, dipende dalla maniglia eccetera eccetera. Ma tutti i comportamenti che hanno come conseguenza la porta aperta (modifica dell'ambiente) fanno parte della stessa categoria di operanti.
Parlando di TAGteach e dello strumento particolare impiegato dalla metodologia, il taggeer che con il suo feedback sonoro segnala immediatamente l’emissione di un comportamento corretto, è interessante puntualizzare cosa regola l’apprendimento. Skinner scoprì che esiste una catena ben definita tra emissione di un comportamento e il successivo apprendimento che può essere definito come il "conoscere -da parte dell’organismo- di quale comportamento sia opportuno emettere. dati determinati stimoli ambientali antecedenti". Detta con un esempio: a scuola impariamo che il comportamento che verrà rinforzato in presenza dello stimolo antecedente costituito dalla maestra che ci chiede: "Quanto fa due più due?" è rispondere: "Quattro!" L’apprendimento avviene quando sappiamo quale comportamento è funzionale emettere in presenza di precisi e determinati stimoli, nel nostro esempio impariamo QUANDO sappiamo verrà rinforzato dire: "Quattro". Una volta avvenuto l’apprendimento lo stimolo antecedente diviene uno stimolo discriminativo il quale indica all'organismo quale comportamento verrà rinforzato (il "Quanto fa 2+2" sollecita la risposta "4" e non: "6"). Come è facilmente intuibile, l’apprendimento viene facilitato se esiste una forte relazione tra antecedente, comportamento e conseguenze. Prima la maestra ci dice: "Bravi!" dopo aver risposto alla sua domanda più facilmente impariamo che 2+2 fa 4.
Citando Skinner:
"L’organismo deve essere stimolato dalle conseguenze del suo comportamento affinchè l’apprendimento possa avvenire. L’apprendimento dipende anche dal tipo, dalla quantità e dall’immediatezza del rinforzo".

Questo aspetto è basilare nella metodologia del TAGteach. Usando il tagger è possibile annullare l’intervallo tra comportamento e rinforzo ottenendo una forte relazione. I comportamenti vengono appresi con maggiore velocità e in maniera più profonda. Inoltre gli allievi hanno una esperienza maggiormente positiva dal momento che il tagger convoglia solo informazione positiva: "Sì, quello che hai fatto è corretto". Inoltre il tagger è estremamente più preciso rispetto alla voce che può cambiare durante la giornata o con l’umore e che -soprattutto- può essere caricata di indesiderati significati sociali.
Per avere un esempio della velocità d’apprendimento sviluppata nell’utilizzo del TAGteach vi invitiamo a vedere il nostro video più famoso: insegnare il salto in alto. Un apprendimento che solitamente avviene nel corso di uno o due anni qui è stato concentrato e distillato in venti minuti di training.

Cos'è il TAGteach?

Il TAGteach (TAG sta per Teaching with Acoustical Guidance ovvero Insegnamento Audio Assistito) è una nuova, innovativa metodologia per insegnare in rapida crescita e diffusione in tutto il mondo. Le sue applicazioni spaziano in campi anche molto differenti tra di loro: dallo sport al lavoro, dalla scuola alle pratiche chirurgiche. Utilizzando il TAGteach ogni dettaglio di un comportamento o di una serie di comportamenti (per es. il dritto nel gioco del tennis) possono venire insegnati in maniera positiva, rinforzante, e -cosa molto importante- in minor tempo. Peculiare della metodologia, che da questo prende il suo nome, è l’utilizzo di un marker sonoro che fornisce allo studente un chiaro feedback sul successo ottenuto nell'emissione corretta di un comportamento target. Con questo articolo ci proponiamo di illustrare alcuni aspetti della metodologia, sugli effetti che può avere e su quali aspetti della nostra quotidiana può avere impatto.

Vi invitiamo a visitare il nostro sito per ulteriori informazioni ed approfondimenti sul TAGteach: www.tagteachitalia.co

venerdì 10 luglio 2015

TAGteach: una LEGO esperienza

Luca Canever
TAGteach Faculty
Luglio 2015

L'insegnamento non è riempire le menti degli studenti con nuove informazioni, ma è liberare spazio  necessario al loro apprendimento.

I bambini (di età compresa tra 7-12) stanno tranquillamente guidando lungo le strade della Seat Traffic School, all'interno del parco di divertimenti Legoland a Billund (Danimarca). Qui ci sono strade, incroci, un distributore di benzina e un autolavaggio. Ci sono una ventina di piccole auto elettriche che sembrano essere fatte con i famosi mattoncini. Nessuno dei piloti sta parlando, urlando o strillando. Il silenzio lungo le corsie è assoluto ... Fuori dalle recinzioni i genitori stanno a guardare, videoregistrando e urlando istruzioni di cui i bambini non hanno assolutamente bisogno. (La Traffic School è un'attrazione presente in quasi (tutti?) resort Legoland del mondo. Ecco un video d’esempio.)

A SCUOLA GUIDA 

Le lezioni di guida richiedono meno di tre minuti: i bambini vengono da diverse nazioni, le istruzioni sono soprattutto visive (con qualche aiuto da parte dei genitori per la traduzione, se necessario). Il loro istruttore parla di fronte ai ragazzi, mentre punta in dito ad alcuni dei cartelli stradali più comuni (incrocio, stop, senso unico….) posti alle sue spalle. Spiega ai piloti in erba il funzionamento dei due pedali che troveranno in auto e su come segnalare quando intendono girare (braccio teso in fuori esattamente come dovrebbero fare i ciclisti). In sintesi, i nuovi piloti hanno quattro comportamenti su cui concentrarsi (nel TAGteach li chiamano: "focus point"):
  • due segnali per i cambi di direzione (braccio sinistro o destro teso in fuori = due focus point) 
  • come far funzionare le macchine con i pedali (blu = acceleratore; rosso = freno = due focus point). Da qui i bambini sono da soli. Hanno quattro focus point su cui contare per imparare ad interagire con il loro nuovo ambiente: guidare l’auto nell’ora di punta.

IL NUMERO MAGICO

 Nello stesso momento il nostro cervello è in grado di elaborare da cinque a sette blocchi di informazioni(Miller, 1956: "The magica number seven..."); tradotto in altre parole, possiamo focalizzare la nostra memoria di lavoro (cioè "prestare attenzione") ad una piccola quantità di informazioni. Questa affermazione è particolarmente vera quando stiamo apprendendo nuove competenze e abbiamo la necessità di concentrarci sul compito che ci aspetta. Al fine di raggiungere questo obiettivo, dobbiamo chiudere tutte le circuiterie cerebrali non necessarie (come, per esempio, parlare o ascoltare le grida dei genitori al di là del recinto) e "travasare" la nostra attenzione su quello che stiamo imparando. Questo è esattamente  quanto avviene dentro i cervelli dei bambini 'nella scuola guida di Legoland: sono silenziosi perchè stanno imparando. Le loro energie cognitive sono necessarie altrove.

TAGteach: COSTRUIRE COMPETENZE MATTONE SU MATTONE


Nel TAGteach siamo familiari con questo processo e cerchiamo di assecondarlo applicando il protocollo previsto dalla metodologia.
Dopo aver trasmesso le informazioni, non è più permesso parlare. La frase: "il tag point è::" lascia al discente la responsabilità di affrontare il compito. L'assenza di linguaggio verbale lascia spazio per un efficace apprendimento ad alta velocità. Il tag point è un’azione unica e facile da realizzare (ad esempio: "premi il pedale del blu"). Queste informazioni sono strutturate in modo tale da non riempire i cervelli degli studenti, e di fare spazio al compito della memoria di lavoro: imparare. Come detto la memoria di lavoro è in grado di processare da cinque a sette blocchi di informazione per volta. Essa processa tali pezzi rendendoli disponibili per le aree neo-corticali del cervello in cui vengono prese le decisioni effettive su come comportarsi ("devo girare a destra, cosa devo fare?")
 Ma non è finita qui. Un altro compito fondamentale della memoria di lavoro è quello di passare le informazioni sul comportamento, l’ambiente e le conseguenze che il comportamento ha avuto, (la catena che, nel comportamentismo è nota come ABC: Antecedent - Behavior -Consequences) alla memoria a lungo termine. In altre parole la memoria di lavoro è dove si impara, la memoria a lungo termine è dove si ricorda. Se la memoria di lavoro è satura d’informazioni il passaggio alla memoria a lungo termine diventa lento e inefficiente. Semplicemente, non impariamo con la stessa efficacia. Se siamo circondati da troppi stimoli, o se ci parlano troppo, facciamo molta più fatica a ricordare e fare quello che dobbiamo. 

NON E’ UN RING! 

Tutto ciò detto, potrebbe sembrare che possiamo lasciare i nostri discenti da soli mentre stanno imparando. Come insegnanti potremmo semplicemente buttare tutte le informazioni che riteniamo necessarie per gli studenti: "Questo è il compito, questo è come si suppone lo eseguiate ora andate e imparate!" Naturalmente questo approccio porterà fallimento e frustrazione con pochi studenti, che realmente riescono ad imparare e la maggior parte di loro che -semplicemente- rinunciano, a causa della mancanza di rinforzo positivo conseguenza diretta di questa impostazione nell'apprendimento.
Di per sé la frustrazione non è una cattiva notizia per l'apprendimento. Quando impariamo siamo davvero frustrati; si potrebbe dire che si impara perché c’è della frustrazione. Siamo frustrati quando andiamo in bicicletta? Certo che no, ma sono sicuro che non eravamo calmi e fiduciosi durante le nostre prime lezioni. Avevamo paura, eravamo impacciati, siamo caduti, ma ci siamo rialzati perchè... era così bello!
Dare agli studenti un solo pezzo di informazione (il tag point), o quattro (come l’istruttore di Legoland) fornisce la giusta quantità di frustrazione che porta a rafforzare l'apprendimento. Il fatto che i guidatori in erba fossero silenziosi è indice di frustrazione, quella giusta quella che ci fa focalizzare su quello che deve essere fatto. Il valore aggiunto fornito dal TAGteach è l'attenzione esclusiva su ciò che vogliamo che accada, e l'uso del tagger con il suo feedback perfettamente a tempo sul comportamento. Gli studenti imparano più velocemente e meglio, perché:
  • alla loro memoria di lavoro è consentito sia elaborare che passare le informazioni alla memoria a lungo termine;
  •  solo le informazioni utili sono fornite perché il tag point indica ciò che deve accadere (non ci sono informazioni utili nel dire: "non saltare") 
  • il feedback del tagger fornisce un rinforzo costante e positivo al comportamento che viene appreso e, di nuovo, rafforza il processo di allocazione delle nuove esperienze nella memoria a lungo termine: Ricordiamo meglio quindi impariamo meglio. 

RIGUARDO IL TAGteach:
Il TAGteach è una nuova metodologia didattica in rapida crescita, utilizzata in molti campi diversi. Con il TAGteach ogni singolo dettaglio dei componenti di un comportamento (es: il dritto a tennis) -non importa quanto piccoli- possono essere insegnati e padroneggiati in modo positivo e rinforzante. Peculiare della metodologia è l'uso di un dispositivo (il tagger) che offre un suono chiaro per lo studente quando un comportamento obiettivo è eseguito correttamente.
Il Focus Point: Nel TAGteach lo specifico comportamento che ricever il suono del tagger come conferma dell'avvenuta esecuzione si chiama "tag point". Il Focus Point è esattamente la stessa cosa, ma la corretta esecuzione non riceve il suono del tagger. Si usa il focus point quando ormai chi impara è in grado di fare da sè, senza aver bisogno della costante sorveglianza dell'insegnante

Per informazioni sui nostri prossimi eventi e sul TAGteach:
www.tagteachitalia.com

venerdì 22 maggio 2015

DATEGLI QUALCOSA DA FARE!

Luca Canever
Maggio 2013
A SCUOLA 

Da qualche tempo in una delle mie classi di prima media, è arrivato J.; un nuovo alunno con problemi di iperattitivà, di attenzione e di comportamento (con diagnosi ADHD). Non appena sono stato in grado di individuare il giusto rinforzatore per lui, sono stato anche in grado di rinforzare "buoni" (dal mio punto di vista d’insegnante) comportamenti, quali lo stare seduto, scrivere o guardare cosa viene scritto alla lavagna. Dopo una prima ora di pratica, J. ha capito il significato del taggere e ha iniziato ad esibire questi comportamenti in modo sempre più continuo. Dopo alcuni giorni e alcune sessioni insieme a me e ai suoi compagni mi è rimasto un problema ancora da risolvere, il che ci porta allo spunto dal quale è nato questo articolo. 

TRANSIZIONI 

Con il termine "transizioni" faccio riferimento a quei momenti in cui si passa da una attività all'altra
 e si deve aspettare prima di iniziare che tutto e tutti siano pronti. "Aspettare" per un insegnante significa che gli alunni rimangano al posto loro assegnato, ragionevolmente in silenzio, mentre ci si prepara. "Aspettare" significa anche saper attendere mentre l’insegnante è impegnato ad aiutare un compagno. "Aspettare", è un comportamento che, come potete immaginare, J. non è in grado di fare. Nelle pause i problemi di J. -letteralmente- esplodono. Lui salta per l’aula, insulta e picchia i compagni e lancia oggetti, quando non scappa in bagno per arrampicarsi sopra i sanitari. Quanto di buono era stato fatto nel periodo precedente si dissolve in un attimo. Perché?

COMPORTAMENTO 

Un sasso non si "comporta".
La mia idea anche riguardo a queste esplosioni, è che, in quanto esserei viventi dobbiamo (per essere -appunto- "viventi") fare qualcosa o, se preferite, comportarci. E’ quello che ci distingue da un sasso. Il sasso non si "comporta", un essere vivente, per quanto semplice possa essere sì. J. manifesta la sua vitalità (nel senso di "essere vivo") con comportamenti che talvolta possono essere problematici se il ragazzo viene lasciato libero di scegliere da solo dove trovare il rinforzo (dal momento che non è in grado di trovare sufficentemente rinforzanti i "normali" comportamenti" che si esibiscono quando si aspetta. Il TAGteach aiuta J. a scegliere rinforzi che siano più compatibili con la normale gestione di una classe di ragazzi. Desidero essere molto preciso su questo punto: l’uso del tagger non "costringe" J. a stare seduto; l’uso del tagger fornisce a J. le motivazioni necessarie per scegliere di rimanere seduto. Secondo me, i "comportamenti problematici" altro non sono che la ricerca autonoma di rinforzamento dall'ambiente. Essendo autonoma (ovvero autogestita) questa ricerca può sfociare in comportamenti che possono essere adattivi (J. li esibisce perchè per lui funzionano), ma non adatti (a una normale classe). Tipo urlare e lanciare oggetti in classe. J. si comporta così perché sono queste le strategie che ha imparato. In casi come il suo, ma anche in generale, organizzare delle continue e consistenti opportunità di rinforzamento per buoni comportamenti è il modo migliore per riuscire a gestire J. e, nel mio caso, la classe. E qui entra in gioco il TAGteach. 

COME USO IL TAGTEACH

Il tagulator. Ogni perlina scende e
 "segna" un punto per l'alunno
 Con J. e la sua classe sto sperimentando diverse situazioni nelle quali posso usare il TAGteach.
Innanzitutto ho dato a J. un tagulator, e taggo qualsiasi buon comportamento: stare seduto, scrivere, aspettare. Mentre sto scrivendo alla lavagna faccio delle crocette sotto il suo nome scritto in un angolo, in modo da dargli continuamente la sensazione di stare facendo la cosa giusta. In altre situazioni coinvolgo i suoi compagni, dando a tre di loro il tagger e spiegando quali comportamneti di J. rinforzare. Ne scelgo -solitamente- tre perchè sono i compagni che sono più vicini a lui a causa della disposizione dei banchi. I compagni che taggano J. possono aiutarmi nelle transizioni di cui parlavo all’inizio. Se c’è da aspettare perché l’insegnante sta preparando la prossima attività. ci sono i compagni che possono taggare buoni comportamenti. Questo setting funziona, ma non come desidero e comunque, non tutte le volte. 
Probabilmente devo definire altri comportamenti che J. può esibire mentre si aspetta, dandogli l’opportunità di scegliere cosa esibire per venire rinforzato. il tag point potrebbe essere: "Mani sul banco"? O: "Penna pronta per scrivere?" O:"Schiena appoggiata sulla sedia"? Insomma dargli delle alternativi a comportamenti di semplice attesa. "Mnni sul banco" è qualcosa che J. può fare. Semplicemente aspettare può essere molto più difficile per lui perchè "aspettare" non contiene una chiara immagine di quello che ci si aspetta: J. potrebbe aspettare mentre lancia oggetti fuori dallo zaino. 
Diceva Ogden Lindsley che un comportamento non è tale (non appartiene agli esseri viventi) se anche un morto lo può fare. Ovvero un comportamento per essere tale e per poter essere rinforzato deve essere qualcosa che solo una persona viva può fare.

 COS’E’ IL TAGteach? 

Marker.
Il TAGteach consente il rinforzamento estremamente preciso del comportamento attraverso l’uso d
i un segnale acustico che "marca" il comportamento esattamente nello stesso istante in cui il bambino esegue il comportamento! Il segnale acustico è costituito da un breve, preciso suono fatto da una scatoletta che si tiene in mano (il cosiddetto "marker"). Quando il bambino esegue il comportamento corretto, il genitore o l’insegnante preme immediatamente la linguetta del marker e consegna un piccolo premio (che può essere una caramella, un dolcetto, una figurina, lodi, contatto sociale e, perché no? anche denaro) come rinforzo. Con il TAGteach è semplice rinforzare i comportamenti in modo preciso e rapido. Il feedback accurato ed immediato, unito al rinforzamento positivo ha come risultato che il bambino compie il comportamento desiderato sempre più spesso e per periodi sempre più lunghi: Grazie all'ausilio del feedback e con le cose da imparare suddivise in piccoli passi, mediante il TAGteach i bambini (e gli adulti) possono apprendere molte nuove competenze, seguendo ciascuno il proprio ritmo.

venerdì 3 aprile 2015

TAGteach per l’Autismo: come la scienza di B.F. Skinner ha aiutato la nostra famiglia ad essere felice

 di Martha Gabler
Aprile 2015
Articolo originariamente pubblicato nella newsletter "Operant" della Fondazione B.F. Skinner 


Sono la madre di un adolescente profondamente autistico, senza competenze verbali. Vorrei raccontarvi brevemente del viaggio della mia famiglia in compagnia dell'autismo e soffermarmi sul metodo meraviglioso noto come TAGteach. Mi limiterò a descrivere come il TAGteach soddisfi le tre condizioni essenziali per un insegnamento efficace, come delineato dal Dr. B.F. Skinner; perché questo semplice metodo sia così efficace per i ragazzi autistici, e come può essere un vantaggio per le famiglie e i terapisti che vivono e lavorano con l’autismo. Alla fine, spero che sarete ispirati a voler provare il TAGteach voi stessi!

Il nostro viaggio con l’autismo

 Ora amo l’ABA (Applied Behavior Analysis, ovvero Analisi Applicata al Comportamento), ma vi sono arrivata per caso, non per scelta. Il giorno in cui a mio figlio è stato diagnosticato l'autismo è stato il giorno in cui il mondo ci è cascato addosso. IMa è anche finito per essere il giorno che, alla fine, ci ha portato all’ABA. Dopo quel fatidico giorno, abbiamo avuto a che fare con una diagnosi devastante, il cercare di ottenere servizi, lo scoprire che i migliori servizi di consulenza (l’ABA appunto) erano fuori dalla nostra portata, e poi tentare di trovare un modo per cercare di andare avanti. 
Abbiamo iniziato prima con l’ABA e il Verbal Behavior, e a seguire, abbiamo appreso il Direct Instructions e il Precision Teaching. Ognuna di queste metodologie ha dato un enorme contributo ai progressi di mio figlio. Sono rimasta stupita da questi metodi scientifici efficaci per l'insegnamento, e sono rimasta sbalordita in seguito (e lo rimango ancora), che siano sconosciuti, sotto-utilizzati e spesso inaccessibili per la maggior parte delle famiglie.
 Un enorme colpo di fortuna è arrivato quando mi sono imbattuta nel TAGteach. Mio figlio aveva molti comportamenti difficili; non appena ho letto sulla combinazione di un marker sonoro con il rinforzamento positivo, ho capito che avevo trovato un modo per insegnargli abilità utili. Ecco cosa è successo.

 Cos’è il TAGteach? 

Il tagger usato nel TAGteach
 Il TAGteach permette un rinforzamento positivo estremamente preciso del comportamento, utilizzando un segnale acustico che "marca" un comportamento nel momento preciso in cui il bambino lo compie. Il segnale acustico è un breve suono acuto: "Click!", emesso da piccola scatolina di plastica (il "Tagger"). Quando il bambino compie l'azione corretta, il genitore o l’insegnante preme immediatamente il pulsante sul tagger e consegna un premio (caramelle, un dolcetto, un gettone, lodi, riconoscimento sociale, o denaro) come rinforzo.

TAGteach sta per Insegnamento Audio Assistito (Teaching with Acoustical Guidance). Il TAGteach è un metodo di insegnamento e comunicazione basato sui principi scientifici dell' ABA.

Il TAG è un rinforzamento condizionato 

Dopo alcune esperienze di sentire il tag e ricevere un rinforzatore, il bambino impara rapidamente che il tag significa: "Cose buone stanno arrivando". Comincia ad aspettare il suono e, soprattutto, comincia a capire che cosa ha causato questo simpatico evento. Il bambino si affida al tag, quindi, per conoscere quale comportamento esibire di nuovo. A questo punto è possibile modellare nuovi comportamenti nel bambino in modo rapido ed efficiente. Il TAGteach è così affidabile perché soddisfa le tre condizioni essenziali per un insegnamento efficace, come spiego di seguito. 

Le tre condizioni essenziali per un programma d’insegnamento efficace

 Più di cinquant'anni fa, il Dr. B.F. Skinner ha descritto le tre condizioni essenziali di un programma di insegnamento efficace. Queste sono:
  • Un feedback immediato 
  • Rispettare il ritmo del bambino
  • Imparare in molteplici, piccoli passi 
Vediamo come il TAGteach risponde a ciascuno di questi requisiti. 

Feedback immediato 

 Quando si impara un mestiere, un feedback immediato, per conoscere se la vostra risposta è corretta o non corretta, è essenziale per un apprendimento efficace. Perché? Perché, quando sappiamo subito di aver fatto qualcosa di giusto, percepiamo il successo! Desideriamo fare questa azione corretta ancora una volta, e saremo disposti a provare il passo successivo, perché abbiamo una storia di successo alle spalle. Al contrario, i ritardi nella valutazioni portano a ritardi nell'apprendimento. Se non siamo sicuri, o se siamo incerti, non sappiamo se l'azione era corretta. Non ci si sentiamo sicuri quando un nuovo compito ci viene presentato. I risultati di questo ritardo sono confusione e sgomento, che influenzano negativamente l'apprendimento. 

Come il TAGteach fornisce un feedback immediato? 

Con il "tag", il segnale acustico che marca l'azione corretta nel momento esatto in cui il bambino la compie! In un ambiente TAGteach il bambino (magari un bambino autistico o altra disabilità) esegue un'azione. Se il bambino compie un azione desiderata (ad esempio, mette un pezzo di puzzle al suo posto, pronuncia il suo nome ad un livello vocale appropriato, o fa rotolare una palla), il genitore/insegnante immediatamente "tagga", l'azione con un marker (la chiave di volta acustica del TAGteach) e consegna un rinforzo (un dolcetto o un’altra ricompensa assecondando i gusti del bambino). Dal momento che il bambino riceve il feedback acustico (il "tag") nella frazione di secondo in cui sta compiendo l'azione, sa esattamente che quello che ha fatto è corretto Questo è entusiasmante per ogni bambino ma, soprattutto, per un bambino autistico. Il "tag" segnala il successo! "Sì, lo hai fatto!" Lui si sente felice, sicuro di sé, pronto a ripetere quella fantastica azione, ed è emotivamente pronto per il passo successivo. Così il tag fornisce un feedback immediato per lo studente, e il TAGteach risponde alla prima di queste tre condizioni essenziali. 

Rispettare il ritmo del bambino 

Il Dr. Skinner ha sottolineato la necessità per gli studenti di imparare al proprio ritmo. Imparare al proprio ritmo è fondamentale per un bambino autistico. Questi bambini hanno talmente tanti problemi sensoriali ed emotivi che il processo di insegnamento deve rispettare il loro bisogno di tempo per rispondere a, e capire nuovi stimoli.
 Poiché i bambini con autismo hanno spesso problemi con competenze di base, quali il contatto visivo e la capacità di imitazione, è importante insegnare loro questi comportamenti. Tuttavia il contatto visivo per esempio, può essere un compito difficile per un bambino autistico per una serie di ragioni diverse. 
Come il TAGteach permette al bambino di imparare al proprio ritmo? 
Osservando il bambino e aspettando che agisca.
 In un ambiente TAGteach, l'attenzione è rivolta all’osservare il bambino e aspettare che esibisca l'azione desiderata. Nell'obiettivo dell'insegnamento discusso in precedenza, la soluzione non è per forza il contatto visivo, ma rinforzare ogni volta che il bambino compie il contatto con gli occhi. Il contatto visivo è, per sua natura, è un comportamento fugace. Spesso è solo un flash e poi scompare.
 Il TAGteach, con il rapido "tag", coglie ogni barlume di contatto con gli occhi ogni volta che il bambino sceglie di eseguirlo. Se il bambino esegue solo una volta al giorno o una volta alla settimana, verrà rinforzato a tale tasso. Man mano che il bambino si sente sempre piùa suo agio ed esegue l'abilità più spesso, verrà rinforzato più spesso. Il TAGteach rispetta la capacità del bambino di eseguire questo comportamento, e permette al bambino di costruirlo (nel suo repertorio comportamentale) a suo piacimento. 
La pratica del TAGteach di osservare e di aspettare il bambino, assicura che il bambino impari al proprio ritmo, la seconda delle condizioni essenziali del dottor Skinner. 

Apprendimento organizzato a piccoli passi 

La terza condizione essenziale per un apprendimento efficace è un programma accuratamente costruito, dove l'abilità è scomposta in diversi piccoli passi. La ragione di questo è garantire che il bambino sperimenti il successo nella progressione dell’apprendimento. Molti piccoli passi di successo portano a uno studente fiducioso e motivato. 
 Come il TAGteach consente l'apprendimento in piccoli passi?
 Con il "tag point".
 Il tag point descrive l'esatto movimento fisico che farà guadagnare il "tag" e il conseguente rinforzatore. Il tag point deve soddisfare quattro criteri. Deve essere: 
  • Cosa desidero
  • Solo una cosa alla volta
  • Misurabile
  • Cinque parole o meno ù
Inoltre, il primo tag point deve essere impostato sul "punto di successo". Questo significa che si inizia a rafforzare un bambino per l'esecuzione di un comportamento che è già in grado di esibire.
Torniamo all'esempio di insegnare il contatto visivo. Tendiamo a pensare al contatto visivo, sostenuto, come quello fra due persone che si scambiano uno sguardo reciproco. Eppure, il nostro ragazzo potrebbe non essere in grado di farlo; infatti, lui potrebbe tenere la testa rivolta lontana dalla gente. Il primo tag point non sarebbe: "Guardami", ma piuttosto: "Testa 1/4 di fronte." Così, ogni volta che muove leggermente il capo verso la mamma o un terapeuta, guadagna il "tag" e il conseguente rinforzatore.
 Con il tempo, la pratica e la pazienza la testa sarà regolarmente girata per un quarto di fronte, poi un po'di più, fino a quando lui è a suo agio a essere rivolto direttamente di fronte alle persone. Una volta che è tranquillo di fronte alle persone, i tag point possono essere impostati in progressione tipo: "Occhi sul mio collo/mento", "Occhi sulla mia guancia/naso, "Occhi su miei occhi." Giunti al tag point: " Occhi sul mio sguardo" è possibile lavorare sulla durata, fino a quando il ragazzo si trova a suo agio mentre mantiene il contatto visivo. Questi numerosi, piccoli, passi conducono il bambino da evitare il contatto visivo a stare bene con un adeguato contatto visivo, a padroneggiare una importante abilità di apprendimento. 
Con il processo del tag point, ogni genitore o insegnante può iniziare ad insegnare a un bambino una nuova abilità. Iniziamo con qualcosa che il bambino può già fare. Quando questo viene padroneggiato, aggiungiamo uno piccolo passo in avanti e lo rinforziamo finché il bambino lo esegue senza sforzo. Continuiamo in questo modo lungo tutto il processo. 
Il TAGteach, con il segnale acustico del "tag", mantiene su tutte e tre le condizioni essenziali delineate dal Dr. Skinner. Questa è la ragione del successo di TAGteach. 
In sintesi, con il TAGteach è facile rinforzare i comportamenti in modo preciso e veloce. L'immediato e accurato feedback e il rinforzamento positivo hanno come conseguenza che il bambino esegue l'azione corretta più spesso, e per periodi di tempo più lunghi. Con il feedback immediato e compiti di apprendimento suddivisi in piccoli passi, i bambini possono imparare molte nuove abilità con il TAGteach, seguendo il proprio ritmo. 

Perché il TAGteach è ideale per i bambini con autismo?

 Il segnale acustico aggira i problemi di elaborazione sensoriale e di comunicazione verbale comuni nei bambini autistici, e offre un preciso, rinforzamento immediato al posto del più lento, rinforzamento verbale tradizionale. Recenti ricerche ci dicono che i bambini autistici percepiscono le azioni fisiche come se si svolgessero più rapidamente di quanto non facciano in realtà, e che processino la parola molto più lentamente. Questo pone delle richieste sensoriali alte sul bambino, perché deve cercare di coordinare il movimento veloce con parole lente: questo si traduce in un ostacolo all'apprendimento. 
Il TAGteach taglia la confusione. La metodologia utilizza un suono coerente (il "tag") per fornire un messaggio coerente, "Sì! Hai ragione. Ora sta arrivando la tua ricompensa". Queste informazioni chiare e semplici hanno un impatto enorme. Il bambino impara rapidamente che il suono significa che il rinforzatore è in arrivo! Impara a cercarlo e a prestare attenzione a ciò che provoca il rinforzamento. Quando il bambino è impegnato con il suo ambiente e alla ricerca di rinforzi, si può iniziare a plasmarne i comportamenti. 

Il TAGteach consente il rinforzamento con tempismo

 Un rinforzamento lento e/o in ritardo causa ritardi nell'apprendimento. Con il TAGteach è possibile contrassegnare un comportamento istantaneamente e rinforzare prontamente. Questo accelera il processo di apprendimento. 
Karen Pryor, autrice di "Don’t Shoot the Dog", ha una bella descrizione del motivo per cui un suono udibile è molto migliore per "marcare" un comportamento rispetto alle nostre parole: 
"… Ricordiamo che la voce umana è un segnale indicatore molto povero ... troppo lungo, troppo lento, troppo variabile, portando troppi messaggi confondenti (dipendenti dal sesso, dalla vostra età, dal vostro umore, dalla vostra salute, etc.) e, anche, quasi sempre in ritardo. Inoltre, non è possibile distinguere quando si è un mini-secondo in ritardo con la nostra voce, ma si può dire in una sola volta, senza esperienza, quando il click è in ritardo". (Karen Pryor, Penn State Listserve System, Standard accelerazione Society, il 18 maggio 2005.)
 Per queste ragioni, il TAGteach è efficace per aumentare le competenze nei bambini autistici. 

Il TAGteach ha un grande potenziale per aiutare le famiglie con soggetti autisitci 

Per insegnare ad un bambino autistico, è indispensabile conoscere come l'uso di rinforzamento positivo permetta di costruire e successivamente mantenere nuove competenze. 
La bellezza del metodo TAGteach è che ha il corpo di conoscenze scientifiche semplificandone i protocolli di insegnamento fino al punto in cui anche persone non esperte sono in grado di implementarli, compresi, i genitori esausti, sopraffatti di bambini autistici. Il TAGteach offre ai genitori un modo per fare buon uso delle loro capacità di osservazione e di aiutare i loro bambini ad imparare abilità funzionali. Ognuno vince.

 Il TAGteach ha un grande potenziale per aiutare i terapisti 

Ci sono così tante opportunità per insegnare tante cose con questa meravigliosa metodologia. Il TAGteach può essere un fantastico complemento ai programmi ABA e VB: ogni volta che il bambino dà la risposta desiderata, basta marcare e rinforzare. La precisione e la chiarezza del rinforzo possono accellerare il processo di apprendimento.
 Il TAGteach è eccezionale per lavorare in un ambiente naturale. Mentre il bambino cammina intorno, è facile taggare e rinforzare anche il più piccolo sussulto di un muscolo per un tocco, un gioco, un contatto con gli occhi o una vocalizzazione appropriata.
 Anche per insegnare abilità sociali, vi è un enorme potenziale, soprattutto con l'approccio detto del "Peer tagging". Con questa strategia, a ogni partecipante in un piccolo gruppo (potrebbe essere una classe a scuola) viene dato un tagger per segnalare e rinforzare i comportamenti target di quella particolare sessione. Man mano che osservano e si rinforzano reciprocamente, i comportamenti desiderati vengono appresi dai bambini più velocemente, e tutti hanno l'opportunità di passare  insieme del tempo godendosi la reciproca compagnia. 
Potrei andare avanti, ma mi fermo qui. Spero di essere riuscita a condividere la mia visione di come il TAGteach può aiutare i bambini, i genitori, gli insegnanti, i collaboratori e i professionisti della comunità dell'autismo. Ci sono così tante applicazioni creative possibili, qui ne ho elencate solo alcune. Siamo limitati solo dalla nostra immaginazione, quindi cerchiamo di liberarla e di andare avanti!

martedì 17 marzo 2015

Il TAGteach va a scuola!

Luca Canever
Marzo 2015

Gestire il rinforzamento per un gruppo di persone è una delle difficoltà maggiori che si possono incontrare. Specialmente se le persone in questione sono 20 ragazzini di 11 anni, con interessi e personalità diversi tra loro. Da due mesi lavoro in una scuola e, per la prima volta, mi sono trovato ad usare il tagger con un gruppo numeroso che non ha nemmeno un particolare desiderio di trovarsi in classe. Come rinforzarli? C’è chi ama le caramelle, chi le perline, chi tempo extra per la ricreazione e chi (esistono anche loro!) trova rinforzante lo studio in sé (ma sono molto, molto, molto rari). Quello che ho deciso di adottare è una rotazione continua tra i vari programmi di rinforzamento: oggi si lavora per extra time per la ricreazione; domani si guadagnano braccialetti; poi si guadagneranno punti per vedere un film, o per poter svolgere qualche attività preferita. Anche se può sembrare un ostacolo a prima vista insormontabile e demoralizzante (se non si trova il rinforzatore adatto può succedere di tutto) trovare i rinforzatori giusti anche per un gruppo di persone si può fare. Credo che possa bastare un po’ di fantasia e desiderio di escogitare nuove strategie. E, se poi, per una volta non funziona… pazienza. Più diventiamo in grado di cogliere comportamenti da rinforzare più facile sarà rinforzare questi comportamenti. Ho usato il TAGteach in diverse situazioni; e, anche se non sto usando direttamente il tagger, i principi alla base della metodologia sono sempre presenti neii miei protocolli

PRENSIONE DELLA PENNA

Molti ragazzi hanno una prensione della penna non corretta: questo fatto può causare problemi alle articolazioni del polso, e, cosa più preoccupante, difficoltà nella scrittura che si traducono in: "A me non piace scrivere" o:"Io non so scrivere". Da qui il passo verso una diagnosi per un Disturbo Specifico dell'Apprendimento può essere tremendamente breve.
Insomma se vogliamo educare dei futuri Shakespeare, tenere correttamente la penna in mano è il primo passo. In questo caso ho usato due tag point: "Schiaccia tra pollice e indice" e "Spingi con il medio". Le due foto li illustrano meglio.




































Questi tag point si prestano ad essere "lavorati" in molti modi: a gruppi di due (per esempio i compagni di banco) con uno studente che scrive e l'altro che marca. Possono anche essere usati a gruppi di tre studenti,con un allievo che detta, un secondo che scrive e il terzo che marca. Questo tipo di sistemazione mi permette, in qualità d'insegnante, di essere libero di seguire coloro i quali possano incontrare maggiori difficoltà. Ho anche trovato due buoni riferimenti (o target) su YouTube per agevolare i ragazzi nell'apprendere la prensione corretta.
  • Target 1: la penna va messa giù con la punta rivolta verso chi scrive. Questo comportamento può essere aiutato disegnando su un cartoncino la sagoma di una penna e attaccandola sul tavolo (ovviamente con la punta verso chi scrive). In alternativa, se necessario anche questo può diventare un tag point ("punta verso chi scrive")
  • Target 2 :  usare indice e medio della mano sinistra per posizionare la pinza pollice e indice della mano che scrive alla giusta altezza sulla penna: esattamente sul bordo indicato dal dito indice. Se necessario, si può mettere un piccolo adesivo colorato sul punto esatto sull'asta della penna. Volendo anche questo può diventare un tag point: "pinza sul bollino". Le foto qui sotto mostrano i due target.
Punta verso chi scrive. Questo può, se necessario diventare un tag point
Come misurare il punto dove mettere la pinza. 

 LETTURA

La punteggiatura non è una cosa che i miei ragazzi gestiscano molto bene. Ma leggere con espressività aiuta la comprensione del testo e la positività dell’esperienza di lettura, secondo il motto che ho appena inventato: "se SAI leggere, allora ti PIACE leggere". Leggere senza difficoltà significa avere le competenze per studiare meglio, più velocemente e con maggior profitto. Di nuovo il passo tra delle difficoltà derivanti dalla mancanza di questo tipo di pratica e una diagnosi DSA può essere breve.
Quindi ho iniziato ad insegnare a rispettare le pause della punteggiature. L’esercizio si è svolto così: il primo compagno legge, il secondo lo marca. Il tag point è: "pausa sulla virgola" (ma potrebbe essere: "rispetta la punteggiatura" a un livello più avanzato o "pausa sul punto" etc etc). Dopo 5 tag la lettura passa al secondo compagno che viene taggato dallo studente successivo. Questo se volete che tutta la classe segua insieme. Se desiderate vivacizzare la cosa basta formare dei gruppi di due o tre alunni, stabilendo i turni per chi legge e per chi tagga.

DISGRAFIA

 E veniamo ai DSA. Uno dei miei ragazzi ha alcuni -fortunatamente leggeri- problemi cognitivi. Scrive in modo disordinato e ha scarse competenze nell’area della memoria di lavoro. La diagnosi per lui è stata: "Disgrafia". Anziché ricorrere a strategie di ripiego (scrittura in maiuscolo, o scrittura al computer) ho deciso, rispettando le capacità dell’alunno, di insistere perché scrivesse in corsivo. Scrivere in corsivo permette di scrivere più rapidamente, questo si traduce in fluenza nella scrittura. Essere fluenti ha dei vantaggi enormi (ho parlato di cosa sia  fluenza nei comporttamenti in questo articolo). Ho insegnato una scrittura corretta almeno dal punto vista grafico con il tag point "lettere" sulla riga. La foto mostra il primo intervento che ho fatto. La linea rossa mostra qual’era il suo "standard" di scrittura. Notate tutti quei su e giù? La linea blu indica dove ho iniziato a taggare. Il trattamento con il tagger è durato per tutta la linea verde. Circa 30 secondi. Poi ha proseguito da solo. La differenza risulta subito evidente.

15 giorni dopo questo intervento la scrittura è rimasta stabilmente sulla linea, senza aver dovuto ricorrere ad altri interventi. Non solo. Ho notato che il modo con cui il ragazzo riesce ad organizzare i suoi pensieri per la scrittura si è fatto più lineare e fluente. Come se riuscire a scrivere in ordine lo aiutasse a "pensare in ordine". Sicuramente la scrittura "in linea" risulta più rapida ed efficente. Questo comportamento potrebbe liberare risorse cognitive (prima impiegate a fare attenzione alla scrittura) per la composizione dei pensieri sulla carta.

venerdì 13 marzo 2015

Non trattare mia figlia come un cane!

Si sa come vanno queste cose su facbook, un amico pubblica qualcosa vai a vedere, trovi qualcos’altro e vai a vedere, poi trovi qualcos’altro e vai a vedere, poi… Io ho incontrato Ted DesMaisons, autore dell’articolo che mi ha gentilmente concesso di tradurre e pubblicare e al quale va tutta la mia gratitudine. Troverete alcune informazioni su Ted al fine dell’articolo. 
 Luca Canever
Marzo 2015

di Ted DesMaisons
Molti insegnanti ed allenatori che usano il TAGteach trovano resistenza da parte dei genitori o dei loro colleghi per il fatto di “cliccare" i bambini. Le critiche sono del tipo: “Non è lo stesso che usano anche gli addestratori di cani?”. “State –per caso- trattando il mio bambino come un animale?”. “Gli esseri umani sono diversi!”. Paura e rabbia palpabili si intromettono nel processo d’insegnamento, sia facendo vacillare nei suoi propositi chi insegna sia mettendo sulla difensiva chi impara. Naturalmente, "trattare qualcuno come un cane" non significa –sperabilmente- che si stia trattando male quella persona. Magari, qualche volta, metti il tuo cane fuori in cortile o lo tieni al guinzaglio. Forse, qualche volta, gli dai comandi o eserciti la tua “dominanza” in modo irrispettoso. Oppure stai presupponendo che, in quanto animali, possiedano minor intelligenza. In ogni caso, a causa di tali associazioni ( e per incresciosi fatti di cronaca), i pionieri dell'utilizzo del rinforzamento positivo per gli esseri umani, attraverso un marker sonoro, hanno dovuto bonificare, ben presto, il loro linguaggio dalla parola “clicker”. Ma il TAGteach non comporta nessuno di questi aspetti negativi che associamo ai rapporti con i nostri cani (ed animali domestici in senso lato). Vero esattamente il contrario.
Il TAGteach prende il meglio della scienza del rinforzamento positivo con “altri” animali e lo applica al “particolare” mondo degli esseri umani. Il metodo funziona su qualsiasi animale con un sistema nervoso, dalle lumache di mare agli scienziati (…). Specifiche istruzioni e precisi feedback consentono di ottenere un apprendimento a lungo termine. Punto. Qui, "feedback" non significa una critica o sottolineare qualcosa che è andato storto, ma, piuttosto, significa fornire informazioni semplici, tipo “sì-no”, sul fatto che un determinato obiettivo sia stato raggiunto. “Ma noi non siamo animali. Possiamo usare le parole. Perché abbiamo bisogno di un "Click!" per dirci quando abbiamo fatto la cosa giusta?”
Beh, innanzi tutto, siamo animali. Avere a disposizione un messaggero diretto per l’amigdala, usato solo per dire “sì” ci aiuta a farci capire in qualità d’insegnanti: “Oh, allora è questo il comportamento che vuoi!”. Questo discorso è valido dalla lucertola fino a Liz che gioca ala sinistra sul campo (n.d.t Quando Ted ha scritto questo articolo allenava anche una squadra femminile di Softball). A volte le parole, in realtà, ostacolano l'apprendimento. Le parole attivano processi cognitivi ed emotivi che interrompono il più semplice, ed immediato processo di assorbimento dell’informazione. Un "Bravo!", per il mio bassotto invoca accidentalmente la mia approvazione sociale (e aumenta il bisogno del cane per questa). Ci può essere un tempo e un luogo anche per questo, ma non può essere ustata per “integrare” un apprendimento che sta avendo successo. Un calmo "OK, mm-hmm" che segue un più entusiasta "FAAANTTTASTICO!!!!" può rivelarsi più un elemento più di confusione che di rassicurazione. Un semplice "sì" può perdere tutta la sua forza una volta convertito in un "sì, ma" e a noi, come insegnanti, spesso scappa di aggiungere quel "ma" per dimostrare la nostra superiorità o confermare comunque il nostro valore. Quando viene usato per quello che è, il "click!" serve come un indicatore che comunica un lavoro fatto correttamente; un indicatore costante e privo di componenti emotivi allegati. L'informazione rimane pulita e pura. È importante sottolineare che il TAGteach richiede nell’equazione un miglioramento più profondo da parte dell'insegnante che non da parte dello studente. Per utilizzare il metodo bene, un TAGteacher deve migliorare le sue competenze ponendosi tutta una serie di domande:
 “Che tipo di comportamento o abilità, esattamente, sto cercando di sviluppare?”
 “Quali competenze o comportamenti più piccoli costituiscono l’obiettivo finale?”
 “Perché mai questo, dovrebbe interessare al mio allievo?”
“Come posso spiegare quello che sto cercando in modo pulito e conciso?”
 “Come posso migliorarmi nel marcare il successo del mio studente più precisamente?”
“E poi, come posso fare per responsabilizzare il mio studente del suo apprendimento?"

Il tag point e': "Copri con mano"
Un insegnante che si chieda queste domande inizia a passare da essere un maestro sul tipo di Miyaghi (Karatè Kid n.d.t.) a essere un vero e proprio preparatore. Il suo lavoro non è quello di essere al centro dell'attenzione o il “server “ da cui un ragazzino può scaricare informazioni; piuttosto il suo lavoro consiste nell’aiutare a fissare obiettivi chiari e nel fornire la metodologia e le informazioni necessarie per raggiungere tali obiettivi. Tutto ciò può sembrare un pochino, spassionato ed emotivamente freddo (…). Ma, anche qui è possibile trovare eleganza e bellezza; soprattutto quando questo lavoro di preparatore viene fatto bene. Lo stesso apprendimento fornisce la ricompensa. Poi, alla fine di una sessione di TAGteach, l'insegnante può elargire lodi ed elogi per celebrare il processo utilizzato per ottenere il risultato piuttosto che il risultato stesso. La maggior parte dei genitori si “arrabbierebbero” se al loro figliolo fosse somministrato un farmaco o un trattamento medico mai testato prima sugli animali, ma in qualche modo quest’idea di "clicker training" sui ragazzi continua a sollevare dubbi e perplessità. La co-fondatrice del TAGteach, Theresa McKeon, offre un’approccio che può venire, magari, più facilmente accettato: “Ho intenzione di utilizzare, piuttosto che le mia voce, un breve suono per dire sì, in modo da non interrompere la tua concentrazione", ma alla fine dei conti, facciamo ancora affidamento sul successo dei principi derivati dalla scienza del comportamento animale. Se qualcuno si scandalizza quando sente che io uso un clicker per aiutare sua figlia a migliorare il suo gioco di softball, ha, in un certo senso, ragione. Io la tratta come un cane. Più specificamente, userò il rinforzo positivo. Le segnalerò quando si è guadagnata il rinforzo. E, regolarmente, aumenterò le mie aspettative sulle sue performances in modo da poter esaltare tutto il suo potenziale. Nel corso del tempo vi prometto che sarete stupiti dei risultati!

L'autore:

Ted DesMaisons ha insegnato Filosofia e Studi Religiosi ed allenato la squadra femminile di softball presso la ’Northfield University a Mount Hermon, una scuola privata lungo le rive del fiume Connecticut nel Massachusetts occidentale, a sud del Vermont e del New Hampshire. Laureatosi alla Stanford Graduate School of Business, alla Harvard Divinity School, e al One Spirit Interfaith Seminary, Ted è anche un membro attivo sia dell' Association for Contemplative Mind in Higher Education e dell’ Applied Improvisation Network. Ha studiato improvvisazione con Patricia Ryan del Stanford Improvisors e Dennis Cahill e Shawn Kinley della Loose Moose Theater Company a Calgary,
Lasciato il suo lavoro d'insegnante, Ted ha da poco intrapreso la carriera di divulgatore, aiutando le persone a sviluppare la propria auto-consapevolezza. Conduce seminari per insegnanti e uomini d'affari o per persone che sono alla ricerca. Questo è il suo sito: http://animalearning.com/